Roberto Cusimano
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Le 10 risse più famose della storia del calcio

Dalla finale di Coppa Italia tra Roma e Inter a quella tra Napoli e Fiorentina passando per i derby siciliani... quanta violenza nel calcio

Le 10 risse più famose della storia del calcio
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Solo pochi giorni fa abbiamo assistito all’ennesima brutta pagina del calcio italiano: a Borgomanero infatti mentre si disputava il derby Torino-Juventus categoria Pulcini anno 2005, alcuni genitori (in particolare un signore) hanno iniziato a manifestare atteggiamenti razzisti nei confronti di un bambino prima e di una signora dopo. Al termine della partita quest’ultima (e  il marito che nel frattempo aveva tentato di proteggerla) sono stati feriti da persone che forse definire tali è un oltraggio. Ci ritroviamo ancora oggi, nel 2015, a fronteggiare comportamenti e modi di pensare ben lontani da quelli che sono i valori che il mondo del calcio (e dello sport in generale) dovrebbero trasmettere. Non è certo la prima volta che succedono eventi del genere, anzi in alcune occasioni ci sono scappati pure dei morti. Bisogna in ogni caso saper distinguere tra le risse accadute all’interno del campo con protagonisti i calciatori e quelle successe fuori dagli stadi, tra tifosi, spesso molto più gravi. Ne abbiamo selezionato dieci facendo un mix tra le due tipologie. Ogni episodio deve farci riflettere, non si può perdere la vita per una partita di calcio!

MESSINA-VENEZIA 2-1 – Come poter dimenticare questa partita. E se in questo momento ancora non vi si è appesa la lampadina vi dico un nome che ve la farà accendere: Salvatore “Sasà” Soviero. Ebbene sì, il vulcanico portiere nativo di Nola, che nel 2004 difendeva la porta del Venezia, in seguito ai numerosi insulti verso la panchina dei siciliani viene espulso dall’arbitro. E’ a quel punto che succede il putiferio in campo con Soviero che si dirige proprio verso la panchina messinese cominciando ad aggredire diversi uomini, compresi degli addetti alla sicurezza dello stadio. Risultato? Cinque mesi di squalifica.

ROMA-INTER 0-1 – La finale di Coppa Italia del 2010, giocata all’Olimpico di Roma tra i padroni di casa e l’Inter, fu una gara molto tesa e lo si capì fin dalle prime battute. Molto nervosismo in campo, tanti falli perché nessuno ci stava a perdere. A trionfare furono i nerazzurri ma quello che successe negli ultimi minuti di gara e poi al fischio finale ce lo ricordiamo tutti. Il calcione di Totti a Balotelli con conseguente espulsione e la rissa scoppiata tra Muntari e Taddei con coinvolgimento di tutti i presenti in campo, tra cui i paladini della pace Materazzi, Thiago Motta e Balotelli.

VALENCIA-INTER 0-0 – Dopo il pareggio 2-2 a San Siro l’Inter fa visita al Mestalla per conquistarsi l’accesso ai quarti di Champions. La gara terminerà 0-0 e l’Inter sarà eliminata, ma quel che succede al fischio finale ha davvero dell’incredibile. Un tutti contro tutti da paura in cui spicca in particolare il pugno in faccia di Navarro a Burdisso e gli inseguimenti di Cordoba e Cruz nel tentativo di fermare in ogni modo il difensore spagnolo. In mezzo al campo si scazzottano tutti, scene da far west, da brividi.

BARCELLONA-REAL MADRID 3-2 – Altro episodio “memorabile” è sicuramente quello legato alla Supercopa spagnola del 2011 che vide i blaugrana di Pep Guardiola vincere sui rivali del Real Madrid, allenati da Jose Mourinho. A pochi secondi dal termine della gara si scatenò un parapiglia in campo in seguito al brutto fallo di Marcelo su Fabregas che provocò la reazione non solo dei calciatori in campo ma anche dei componenti della panchina e degli allenatori, con lo Special One che tentò di mettere il dito nell’occhio al vice di Guardiola.

BARCELLONA-ATHLETIC BILBAO 0-1 – La finale di Copa del Rey del 1984 Maradona non se la dimenticherà mai. Non solo perché fu la sua partita in Spagna ma perché al fischio finale si rende protagonista di una mega rissa in campo che lo coinvolge in prima persona, calci e pugni volano a destra e sinistra, i tifosi gettano oggetti sul campo da gioco colpendo anche i fotografi presenti a bordo campo.

BOWYER vs DYER – Diverse volte è capitato di vedere in campo scazzottate, testate o scalciate tra due calciatori ma se a farlo sono due della stessa squadra, qualcosa di strano c’è. Era il 2005, si giocava Newcastle-Aston Villa quando due centrocampisti della squadra di casa, Lee Bowyer e Kieron Dyer, dopo un diverbio in campo si sono letteralmente azzuffati sul terreno di gioco, tanto che sono dovuti intervenire pure i calciatori dell’Aston Villa per calmare i bollenti spiriti. L’arbitro in quella circostanza optò per una doppia espulsione lasciando i bianconeri, già sotto di tre reti, in nove uomini.

CATANIA-PALERMO 1-2 – Era il febbraio 2007 quando a Catania durante il sentitissimo derby tra rossoblù e Palermo, in seguito ad un violento scontro tra forze dell’ordine e un gruppo di circa 250 ultras catanesi, venne ucciso l’ispettore capo della Polizia Filippo Raciti. Dopo anni di indagini si arrivò alla conclusione che ad ucciderlo fu Antonino Speziale, un diciassettenne incensurato, che lo colpì usando un corpo contundente che gli provocò lo spappolamento del fegato.

AVELLINO-NAPOLI 3-0 (tav.) – Altrettanto triste è quello che è successo il 20 settembre 2003 al Partenio di Avellino in occasione del derby campano tra i lupi e i partenopei, un derby che mancava da ben sedici anni e che (verrebbe da dire) era meglio non capitasse. Poco prima dell’inizio della gara i tifosi napoletani vengono in contatto con le forze dell’ordine, e nel tentativo di scappare dalla rissa che stava divampando uno di loro, Sergio Ercolano, salta da una delle tribune e atterra in una pensilina che non regge l’impatto e crolla. La caduta, da circa dieci metri, provocherà la morte del ventenne.

MESSINA-CATANIA 1-0 – Una promozione molto amara fu quella festeggiata dal Messina nel giugno del 2001. Sugli spalti dello stadio “Celeste” infatti si era consumata una tragedia. Un giovane di 24 anni, Antonino Currò, venne colpito da una bomba carta lanciata dal settore ospiti provocandogli la morte. Due settimane di speranze passate in ospedale non sono bastate, il giovane non si è più svegliato dal coma rinunciando alla possibilità di vedere la propria squadra in Serie B, così come sperava quel giorno in cui si era recato allo stadio.

NAPOLI-FIORENTINA 3-1  – Da un omicidio all’altro. Tra i più recenti c’è quello del maggio 2014 quando in occasione della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina perse la vita il giovane Ciro Esposito. Mentre i tifosi partenopei si dirigevano verso lo stadio un gruppo sostenuto di pseudo tifosi incappucciati inizia ad attaccare le forze di polizia, si sentono sette spari, uno di questi ucciderà il povero Ciro. Si scoprirà che il colpevole è stato Daniele De Santis, un ultrà romano già noto per eventi passati.

Roberto Cusimano

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