Marco Telluri
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Gasperini: lo stratega del gioco d’attacco

Interpreti e scores delle esaltanti stagioni del grifo sotto la guida di Gasperini

Gasperini: lo stratega del gioco d’attacco
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Così come nel mercato il “brand” spesso è sinonimo di qualità, anche nel rettangolo verde l’imprinting di un tecnico ha la sua importanza. Così, come troviamo prodotti di “Serie A” o di “Serie B” tra gli scaffali dei supermercati, anche il calcio ha i suoi interpreti: personaggi portatori di determinati valori e caratteristiche le cui diversità segnano una linea sottile tra l’eccellenza e la mediocrità.

Gian Piero Gasperini è uno di questi: capello brizzolato, sguardo bonariamente scaltro e una straordinaria vocazione al gioco d’attacco.  Il “Gasp” è tutto qui. Un allenatore d’altri tempi, un vero e proprio stacanovista del pallone sempre pronto a proporre nuove trame offensive in grado di esaltare le caratteristiche delle sue punte. Non a caso ad oggi il tecnico piemontese è considerato uno di migliori maestri del goal: sotto la sua gestione sono esplose le stelle di Milito, Palacio e Borriello, giocatori formidabili che raramente sono riusciti a perpetuare  i numeri e le  prestazioni  ottenute all’ombra della lanterna.

VOCAZIONE OFFENSIVA – “Datemi dei buoni attaccanti e li renderò straordinari”. Questo potrebbe essere un buon motto per chi, come Gian Piero Gasperini, ha costruito le sue fortune sulle reti confezionate dalle sue punte. Certo, a qualunque allenatore può capitare la stagione fortunata, quella dove il “numero 9” di turno sigla 20 goal e ti risolve i problemi. Quando però dalla straordinarietà del caso si passa all’ordinarietà di ogni stagione, i meriti non sono da attribuire alla dea bendata bensì a chi siede in panchina. Se il Grifone negli ultimi anni ha entusiasmato e continua a far divertire i tifosi rossoblù, gran parte del merito va a Gasperini, ormai divenuto un’istituzione per le anime della gradinata  nord. Tifosi che hanno imparato a riconoscere il livello del lavoro profuso dall’ex tecnico nerazzurro, continuamente alle prese con le rivoluzionarie campagne acquisti del patron Enrico Preziosi, presidente piuttosto avvezzo in tema di compra-vendita.

RISULTATI – Tornando alle questioni di campo, non possiamo tralasciare quanto di straordinario è stato fatto da Gasperini in questi anni. Dalla tanto attesa promozione in Serie A della stagione 2007/2008 fino alla conquista (sul campo) del pass per l’Europa League. Il tecnico di Grugliasco, nelle sue cinque primavere passate alla guida dei rossoblù, è riuscito a spazzar via l’atmosfera decadente che avvolgeva un grifone ormai sprofondato nei bassi fondi del calcio italiano, riportando il popolo genoano a sostenere il club più antico del torneo.

I BOMBER DEL GASP – Che il goal fosse al centro del pensiero del Gasp ce n’eravamo accorti a giudicare dagli scores alla voce “goal fatti/subiti”. Già, se il gioco difensivo del tecnico di Grugliasco fosse stato all’altezza di quello offensivo, ora di certo parleremo di tornei e trofei ancor più importanti. Tuttavia le stagioni che hanno animato Marassi  hanno sempre avuto un “matador” degno di questo nome. Partendo da Milito, senza dubbio uno dei migliori attaccanti che abbia mai vestito la casacca dei liguri, si passa, su assist di un certo Rodrigo Palacio, alle irripetibili cifre di Marco Borriello in rossoblù, fino ad arrivare a quanto di buono fatto dal trio Iago-Niang-Perotti che ha sorpreso chiunque la stagione passata.

Attaccati straordinari che sono riusciti ad elevare alla massima potenza i dettami di mister Gasperini. Input che dovranno esser recepiti anche dai vari Pavoletti, Ntcham e Capel, se anch’essi vorranno vivere delle stagioni memorabili in quel di Genova.

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