Enrico Steidler
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Macché 5 Stelle, qui ci sono solo Buchi Neri

Risucchiano tutto, dalla democrazia al rispetto delle regole, e sono intrinsecamente 'neri': il nuovo che avanza sa terribilmente di vecchio

Macché 5 Stelle, qui ci sono solo Buchi Neri
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Ebbene sì, ci risiamo: il pallottoliere coi teschi – ognuno dei quali rappresenta una regola di civiltà morta ammazzata – deve essere aggiornato. Ieri, infatti, il Movimento 5 Stelle ha colpito ancora, e le vittime di turno sono il Consiglio regionale della Campania e il suo presidente Rosa D’Amelio. Volantini (con il volto del Governatore Vincenzo De Luca e la scritta “abusivo”), striscioni (“De Luca dimettiti”), e occupazione dei banchi della Presidenza: la tattica per ridurre al silenzio gli avversari è sempre la stessa, ma ieri, 16 novembre, il ‘bivacco dei manipoli’ pentastellati ha fatto un salto di qualità. Un salto in basso, naturalmente.

Dove c'è bagarre c'è MoVimento 5 Stelle...

Dove c’è bagarre c’è Movimento 5 Stelle…

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI – Sono le 14.02, e la consigliera grillina Maria Muscarà si scaglia sulla massima carica della Regione Campania strappandole di mano il microfono e i fogli della legge sul ciclo delle acque appena approvata fra mille difficoltà. La D’Amelio accusa un malore e viene ricoverata in ospedale per accertamenti. “E’ falso e strumentale mettere in relazione il malore occorso al presidente Rosa D’Amelio con l’intervento del consigliere Maria Muscarà che aveva spostato il microfono della postazione occupata dal presidente. Ci sono i video che testimoniano e immortalano la scena. Tanto è vero che il presidente D’Amelio prima di lasciare l’aula si è avvicinata ai banchi occupati dai consiglieri dicendo: “tra un’ora siamo qui”. Ecco le parole scelte dai consiglieri pentastellati per commentare l’episodio: considerando quello che c’è, e soprattutto quello che manca (a cominciare dalle scuse), sono ancora più gravi e penose dell’episodio stesso. Dicono di essere Stelle, questi grillini, anzi lo urlano, ma dove sarebbe la luce? Qui c’è solo un gran buio, e il buio è nero per definizione.

FATALE 16 NOVEMBRE – A proposito di nero. Potevamo fare di questa Aula sorda e grigia – il Consiglio regionale – un bivacco di manipoli, e invece ci siamo limitati a limitare la libertà altrui. Potevamo sprangare i banchi della Presidenza e costituire un Governo esclusivamente di grillini. Potevamo: ma non abbiamo, almeno in questo primo tempo, voluto. Riconoscete queste parole? C’è qualche piccola modifica qua e là, lo ammetto, ma la sostanza del discorso (pronunciato da Benito Mussolini il giorno in cui prese il potere) non cambia, e si adatta alla cronaca in modo a dir poco inquietante. Fateci caso: c’è un sottile filo (nero, naturalmente) che collega certi fatti, e certi Leader. Questi ultimi, ad esempio, non sono scesi in campo – ieri come oggi – per inutile vanagloria, “ma per raccogliere in aiuto della Nazione boccheggiante quanti, al di sopra delle sfumature dei partiti, la stessa Nazione vogliono salvare“. I corsi e ricorsi storici, però, non finiscono qui, e il sottile filo – a ben vedere – è più massiccio di una gomena da superpetroliera: il giorno del colpo di grazia alla democrazia – quello del Duce, nel 1922 – è lo stesso della sua ennesima premessa, il 16 novembre.

Che dite voi: è solo una coincidenza, o è un nero presagio?

Enrico Steidler

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