Matteo Masum
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E’ nata la Fallaci-mania, altro baluardo della povertà intellettuale

La scrittrice è diventata la bandiera dell'occidente, di quella parte che non sa andare oltre cowboy e indiani

E’ nata la Fallaci-mania, altro baluardo della povertà intellettuale
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Da quando esistono i social network, sono tanti i personaggi ad essere diventati idoli del web per motivi bizzarri e divertenti. Da Chuck Norris ed il suo temibile calcio volante rotante al bomber Moscardelli, onesto mestierante trasformato in fuoriclasse assoluto. Senza dimenticare ovviamente le bellissime Emily Ratajkowski e Lucia Javorcekova, fenomeni mediatici ben più giustificabili dei primi due. Dopo i fatti di Parigi, il nome che circola maggiormente è quello di Oriana Fallaci, stavolta per ragioni molto più tristi e meschine.

ORIANA CHI?- Senza entrare nel merito delle tesi che la scrittrice ha esposto nell’articolo, poi divenuto un libro, conosciuto come “La rabbia e l’orgoglio“, dopo l’11 Settembre, che d’altronde non sono particolarmente complesse da richiedere grosse analisi, è davvero curioso come la Fallaci, probabilmente sconosciuta alla maggior parte della popolazione italiana prima di un paio di giorni fa, sia improvvisamente divenuta la bandiera della difesa occidentale. Quanti dei nuovi fans hanno mai aperto un libro di Oriana Fallaci? L’impressione è che la lista non sia molto lunga. E allora perché questo amore?

VICOLO CIECO- La risposta è molto semplice. Di fronte alla tragicità di eventi come quelli verificatisi a Parigi, ma in realtà fenomeno diffuso in varie parti del mondo, molti, disorientati, non sanno trovare alcuna spiegazione, se non rifugiarsi nella comoda strada di una kulturkampf mondiale, in cui da una parte ci siamo noi e dall’altra loro. Ancora una volta non voglio esprimere un’opinione in merito, ma soltanto mettere in luce il dramma di una povertà intellettuale incapace di elaborare una prospettiva diversa, più ampia rispetto alla semplice proiezione dei cowboy e degli indiani, applicata all’Occidente e all’Oriente.

LA RABBIA E L’ORGOGLIO- Allora la vera rabbia è quella di chi si rifiuta di cedere alle “lusinghe” delle tesi di Oriana Fallaci, l’orgoglio è quello di coloro che hanno il coraggio di fare un passo avanti, o un passo indietro, per guardare più in prospettiva. Perché, in fin dei conti, la stessa Fallaci non merita un destino tanto baro. Probabilmente, è stata qualcosa di meglio di un falso profeta qualunque.

Matteo Masum

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