Roberto Cusimano
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I 7 esoneri più insensati della storia del calcio

Non sempre c'è una giusta causa nel cacciare un allenatore, gli esempi che vi mostriamo lo confermano

I 7 esoneri più insensati della storia del calcio
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Un paio di giorni fa abbiamo assistito, quasi in contemporanea, a due licenziamenti in Serie A che hanno fatto parecchio discutere. Il primo è stato quello di Zenga da parte della Sampdoria, la sconfitta interna contro la capolista Fiorentina il presidente Ferrero non l’ha digerita e l’ex portiere dell’Inter, che ricordiamo si era già trovato in bilico in avvio di stagione dopo l’eliminazione nei playoff di Europa League, stavolta ha dovuto fare i bagagli. Stessa sorte è capitata a Iachini, uno dei tecnici più longevi dell’era Zamparini, esonerato a sorpresa nonostante la vittoria del Palermo di domenica contro il Chievo. Iachini, dopo la sconfitta interna dei rosanero contro l’Empoli, era all’ultima spiaggia: vittoria o addio. E invece ha vinto ma se n’è andato lo stesso. “La squadra non esprimeva un bel gioco” e “da tempo ormai non c’era più dialogo con lui” queste le motivazioni espresse dal presidente. Quest’ultimo caso può riportarci alla memoria diversi altri casi di esoneri che abbiamo voluto definire “no sense”. Zamparini, ovviamente, è presente in questa lista così come i suoi colleghi Cellino e Moratti, due presidenti che di allenatori nelle panchine di Cagliari e Inter ne hanno visti passare parecchi. Qui di seguito le migliori sette.

GIGI SIMONI DALL’INTER – Dobbiamo andare indietro di diciassette anni per ricordare l’inaspettato esonero di Simoni dall’Inter. I nerazzurri il giorno prima avevano vinto in extremis contro la Salernitana, una vittoria sofferta, ma può capitare. Tra l’altro pochi giorni prima avevano perfino battuto il Real Madrid a “San Siro”. E non bisogna dimenticare che con Simoni la squadra nerazzurra aveva nel 1997 conquistato la Coppa Uefa battendo in finale la Lazio. Al suo posto venne chiamato Mircea Lucescu.

CLAUDIO RANIERI DALLA JUVENTUS – 18 maggio 2009, dopo ben quarant’anni la Juventus esonera un allenatore. A fare clamore tuttavia non è la notizia dell’esonero ma il fatto che avvenne a sole due giornate dalla fine. Per la cronaca a sostituirlo fu Ciro Ferrara.

GIGI DELNERI DAL PORTO – Particolare fu l’esonero da parte di Delneri, chiamato a dirigere la squadra neo campione d’Europa nel 2004 e scaricato già ad agosto (senza aver disputato nessuna gara ufficiale) da parte del presidente Pinto da Costa. Le motivazioni, per quel che si dice, erano state due: non si era presentato all’allenamento pomeridiano dopo i due giorni liberi lasciati ai suoi giocatori (sintomo di poca professionalità) e l’ostinazione al voler attuare il modulo 4-4-2 che penalizzava alcuni nuovi acquisti della squadra. Oltre a questo nemmeno i “senatori” della squadra non vedevano in lui un allenatore dal forte carisma. Il suo successore fu Luxemburgo.

ANCELOTTI DAL REAL MADRID – Torniamo all’attualità per ricordare l’incredibile decisione di Florentino Perez risalente al maggio scorso di esonerare Carletto Ancelotti, che solo due stagioni fa permise ai blancos di vincere la tanto agognata “decima”. Evidentemente Perez lo aveva già dimenticato. Al suo posto, dal Napoli, Rafa Benitez.

STEFANO PIOLI DAL PALERMO – “Il suo licenziamento fu un errore. Mi sto ancora mangiando il cappello, per non dire altro”. Queste parole si commentano da sole. Era il 31 agosto 2011 quando Zamparini con un comunicato ufficiale apparso nel sito del Palermo esonerò Pioli a causa dell’eliminazione dei rosanero dall’Europa League. Certo, perdere con gli svizzeri del Thun può far male a chiunque, ma quella decisione sembrò troppo prematura, insensata, ingiusta. La panchina venne affidata a Devis Mangia.

LEROY ROSENOIR DAL TORQUAY UNITED – Incredibile, e non poco, è quello che è accaduto a questo allenatore londinese chiamato dal presidente Mike Bateson ad allenare la squadra del Torquay militante in quarta serie. Dopo dieci minuti dalla firma del contratto (ribadisco 10 MINUTI!!!) fu in pratica esonerato poiché Bateson aveva nel frattempo deciso di vendere il club e il nuovo proprietario, tale Alew Rowe, voleva con sé un altro allenatore.

ZE MARIA DAL CEAHLAUL – Per concludere non possiamo non citare l’episodio che ha visto coinvolto il marzo scorso il terzino ex di Perugia e Inter Ze Maria. Il brasiliano può dichiarare di essere l’unico allenatore al mondo ad essere stato esonerato due volte nell’arco della stessa settimana. Il “genio” che ha reso possibile ciò si chiama Angelo Massone, proprietario del club rumeno Ceahlaul. Massone, in seguito ai risultato negativi ottenuti dalla squadra, aveva esonerato Ze Maria il mercoledì salvo poi tornare sui suoi passi 24 ore dopo in modo da dare una nuova possibilità al suo allenatore in vista della delicata sfida salvezza del sabato contro il Botosani. Il Ceahlaul perse di nuovo e Ze Maria subì la beffa del secondo esonero, quello definitivo.

Roberto Cusimano

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