Enrico Steidler
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AAA: azienda millenaria cerca autorità morale usata e in buone condizioni. Telefonare ‘Chiesa’

Vatileaks 2: la Chiesa mette in campo i suoi big (Vallini e Galantino) per ribaltare il risultato, ma il 'gioco' è sempre lo stesso e la difesa fa acqua da tutte le parti. Mister Bergoglio? Anche, ma la vera colpa è della Società

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Trofeo8 per mille‘: brutte notizie per chi ha sempre fatto man bassa di tituli. Le recenti disfatte sul terreno ‘amico’, infatti, rischiano di costare caro al sodalizio guidato da mister Bergoglio, e gli accorgimenti tattici escogitati per risalire la china si stanno rivelando inadeguati. Ci aspettava di più, ad esempio, molto di più, dall’innesto di due top player del calibro di Agostino Vallini (vicario del Papa) e Nunzio Galantino (segretario generale della Cei), ma anche loro, a dire il vero, possono ben poco se imbrigliati in uno ‘schema di gioco’ vecchio e prevedibile. Non è con le solite armi di distrazione di massa – o con lo sterile possesso dei mass media – che si ritrova l’autorità necessaria per vincere: qui ci vuole qualcosa di rivoluzionario, qualcosa di concreto. Un sincero pentimento, innanzitutto, e poi un modo nuovo di stare sul campo. Di tutto questo, però, non c’è neppure l’ombra.

Agostino Vallini

Agostino Vallini

SAME OLD STORY – Fateci caso: il Vaticano è nello scandalo fino al collo, e cosa fa il suo numero due? Recita il ‘Nostra culpa’? Chiede umilmente perdono? Ma va. Questo, semmai, si farà con il consueto ritardo di 400 anni: chiedere a Galileo e agli indiani d’America per conferma. Ora no, ora è il momento del diversivo, e monsignor Vallini punta il dito accusatore contro l’altra Grande Corrotta (la capitale di Renzilandia) nella speranza mal riposta che la predica – opportunamente amplificata dai giornali – distolga l’attenzione dal pulpito. Roma, tuona il vicario di Francesco, ha urgente bisogno di un “supplemento d’anima”, e la causa di tutti i suoi mali va individuata nella “debolezza di parte della classe dirigente”. Insomma, tutto chiaro? La preda, scovata dal cacciatore, lancia finti bersagli durante la fuga, e già che c’è trova pure il tempo di lisciarsi il pelo: “Il Giubileo della Misericordia è una grazia per la Chiesa e per ogni cristiano… La Chiesa di Roma vuole fermarsi, inginocchiarsi e offrire il proprio aiuto davanti alle sofferenze degli uomini”.

“La vera notizia – incalza Nunzio (Galantino) il Distrattore è che c’è un Papa che, accogliendo l’invito dei cardinali prima che venisse eletto e accogliendo l’invito di Papa Benedetto XVI, ha scelto come priorità quella di guardare all’interno della Chiesa, per vedere il livello di coerenza con il Vangelo”. Capito? Questa è la vera notizia, mica le ennesimeincoerenze“. Queste ultime, potete scommetterci, verranno ben presto sradicate (se “accertate”), perché l’esigenza di purificazione è “nel Dna della Chiesa, quella sana, che è la stragrande maggioranza”.

LA BRECCIA DI PORTA SPIA – Dunque: depistaggio, ridimensionamento, fuffa, incenso negli occhi. Ecco le parole-chiave che il mister ha suggerito ai suoi uomini di punta, ma non è con i soliti vecchi mezzucci, diciamolo chiaramente, che si ottengono ‘nuovi’ risultati. Sono questi quelli a cui punta Bergoglio? Bene, lo dimostri, allora, e cambi tattica. Se ‘gioca’ come Pio IX finisce male.

Enrico Steidler

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