Enrico Steidler

Giorno dei morti, squallore dei vivi

Giorno dei morti, squallore dei vivi
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Come si fa a onorare i morti se gli si manca di rispetto?

Oggi, 2 novembre, è il giorno dedicato alla commemorazione dei defunti. I cimiteri, generalmente più morti dei loro ospiti, ‘rivivono’ come per incanto, e nelle chiese (e sui giornali) di tutta Italia risuonano le solite omelie di circostanza. Ci sono due cari estinti, però, fra tutti quelli di cui ci si ricorda almeno per un giorno, che nessuno considera mai, forse perché sono seppelliti nell’angolo più buio e irraggiungibile delle nostre coscienze: il senso del pudore e il rispetto della dignità umana.

Guardate i nostri cimiteri, guardate i luoghi dove ora si riversa una moltitudine di visitatori dolenti: esiste qualcosa di più spudorato e irriguardoso? Ma come? Ci hanno insegnato che siamo tutti uguali di fronte alla morte, e poi ci tocca sopportare l’osceno contrasto fra ‘quartieri patrizi’ e ‘suburbi plebei’? Fra templi sfarzosi e tombe dell’Ikea? Statue di angeli alati e lugubri sepolcri su cui è inciso il nome della povertà? Sarebbero questi i cimiteri benedetti da Nostra Madre Chiesa? Sì, sono questi, ma forse è giusto così: forse ignoriamo il fatto che anche il Paradiso conosce la differenza fra chi contempla la Luce Eterna seduto in prima fila e chi la scorge da dietro una colonna come un Fantozzi qualunque; fra chi giace indisturbato da secoli e chi ‘vive’ sospeso al rinnovo di una concessione comunale. Se le cose non stanno così, però, allora c’è qualcosa – anzi troppo – che non va. Come in cielo così in terra? No, a quanto pare: qui in terra abbiamo tradito il messaggio del cielo, abbiamo profanato il sacro a casa sua, e una messa in suffragio non basta a cancellare il peccato originale, ma solo a rendere più grottesco il peccatore.

Mah, chissà, parliamo di certe cose come se fossero morte (e poi subito dimenticate), ma forse ci sbagliamo: forse non sono neppure mai nate.

Enrico Steidler

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