Gianluca Nucci
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Le 5 cazzate di Allegri nelle 10 giornate di Serie A

Dopo 10 giornate di campionato, la Juve è sempre più giù in classifica: ecco i 5 errori che Allegri poteva evitare

Le 5 cazzate di Allegri nelle 10 giornate di Serie A
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Dopo aver superato la decima giornata e aver completato il primo quarto del campionato di Serie A, possiamo già elencare alcune certezze che caratterizzano questa stagione rispetto alla precedenti. Una di queste è sicuramente che la Juve, quest’anno, non ha certezze.

Giochi di parole a parte infatti, nell’attuale stagione più che mai, la squadra bianconera ha dovuto rifondare buona parte del progetto che l’ha portata alla quasi apoteosi nello scorso giugno, puntando su scommesse più o meno azzardate e cercando di proseguire, con una rosa principalmente diversa, la striscia vincente degli ultimi 4 anni. Il risultato? La 12° posizione in classifica con solo 12 punti all’attivo, troppo poco per poter puntare ancora in alto. Col senno di poi, è chiaro, si potrebbero attribuire le grandi difficoltà dei bianconeri alla dirigenza, che non ha saputo sostituire i diversi partenti con giocatori all’altezza. A qualche stesso calciatore, accusato di non onorare la maglia bianconera. O, come spesso avviene, all’allenatore, solito capro espiatorio di una débacle sportiva. Noi vogliamo soffermarci su quest’ultimo aspetto, analizzando 5 punti focali che Massimiliano Allegri avrebbe potuto evitare permettendo ai bianconeri di avere qualche punto in più in classifica.

CATTIVA GESTIONE DI DYBALA – Seppur l’argentino abbia il minutaggio più alto nel reparto offensivo bianconero, troppo spesso è stato costretto a subentrare a partita in corso nei match che contano, nonostante sia l’attaccante più in forma di quelli a disposizione di Allegri. Quando è entrato ha fatto sempre la differenza: ora è il momento di dargli continuità dal primo minuto, per molto più che una sola partita. 

Juventus' midfielder from France Paul Pogba runs during the Italian Serie A football match Juventus Vs Udinese on August 23, 2015 at the "Juventus Stadium" in Turin. AFP PHOTO / MARCO BERTORELLO

Paul Pogba, l’uomo con più minuti giocati nella stagione attuale

ECCESSIVA FIDUCIA A POGBA – Ad inizio stagione, e non poteva essere altrimenti, Allegri ha affidato le chiavi del centrocampo al francese, rimasto orfano dei colleghi Pirlo e Vidal e privo dell’infortunato Marchisio. Il talentino ex United però, vuoi per la 10, vuoi per la ancora giovane età o per le diverse voci di mercato sul suo conto, è apparso un parente lontano di quello che qualche mese fa figurava tra i top player di tutta Europa. Oggi, quel parente lontano, è l’uomo con più minuti giocati nella stagione bianconera. Forse è arrivato il momento di tirargli un po’ le orecchie, farlo scendere dal piedistallo e spiegargli che non è poi così indiscutibile nel progetto bianconero. Vero Max?

TURN-OVER SBAGLIATO – Dopo un inizio di stagione così difficile, Allegri non si sarebbe potuto permettere altri passi falsi in campionato. Nonostante ciò in diverse gare ha insistito con un turn-over più o meno ampio, lasciando in panchina giocatori di grande affidamento per preservarli in vista delle impegni infrasettimanali, europei e non. Adesso però (forse già da prima) non si può più sbagliare, e Allegri dovrà necessariamente schierare la formazione migliore da qui al termine della stagione.

Giuseppe Marotta Juventus,

Giuseppe Marotta, il principale artefice del mercato bianconero

POCA FORZA SUL MERCATO – Non conosciamo certo dall’interno le vicende societarie, ma la sensazione è che Allegri avrebbe potuto dire maggiormente la sua sul mercato. Storicamente il tecnico toscano è sempre stato uno che si è accontentato delle mosse societarie, senza mai una parola fuori posto. Quest’anno però, per una transizione così delicata, Max avrebbe dovuto imporre la propria forza anche sul mercato, pretendendo più che chiedendo quei 2-3 nomi che avrebbero garantito la stessa lunghezza d’onda della scorsa stagione. D’altronde, è molto difficile credere che per sostituire Pirlo e Vidal il tecnico bianconero abbia richiesto esplicitamente Lemina ed Hernanes...

SCARSA MOTIVAZIONE ALLA SQUADRA – Infine l’ultimo aspetto in cui Allegri ha sbagliato può essere notato analizzando le diverse interviste fatte nei post-partita. Dalle parole del tecnico bianconero infatti è sempre trasparita una certa tranquillità, mai sostituita dalla rabbia verso se stesso o i suoi giocatori, quasi a testimoniare come se fosse normale un andamento così negativo della Juve. La serenità serve nella maniera più assoluta, nello sport e non solo, ma alle volte bisognerebbe alzare la voce e far capire a qualcuno che è ora di svegliarsi, senza continuare a coccolarlo e senza aspettare che le cose cambino da sole.

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