Enrico Steidler
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No gender, sì cemento: la Liguria corre verso il passato

In pochi giorni la regione guidata da Giovanni Toti ha riportato indietro di quarant'anni le lancette della storia. Le future generazioni ringraziano

No gender, sì cemento: la Liguria corre verso il passato
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I cambiamenti della società umana si possono condividere o meno, ma quando danno corpo ad aspirazioni e ideali diffusi fra centinaia di milioni di persone è molto difficile che introducano un regresso: questione di libri di storia, e di buon senso. Si pensi, ad esempio, al diritto di voto per le donne – che da Nord (Finlandia, 1906) si estese fino al Sud (Italia, 1946) superando le ostilità di chi lo considerava come qualcosa di innaturale e contrario ai disegni divini – e alla legge sul divorzio (entrata in vigore nel 1970 e poi riconfermata nel ’74 a furor di popolo): quanti sono, oggi, a decenni di distanza, quelli che considerano un ‘male’ i radicali cambiamenti di cui sopra? Pochi, pochissimi, quattro gatti rispetto ai numeri di quei tempi, e per di più sfigati: sono come soldati giapponesi persi nella giungla della modernità, e continuano a combattere anche se la guerra è già perduta da quel dì.

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria

Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria

LA LIGURIA E’ UN’ISOLA – Tuttavia il mondo è vario, ed esistono dei luoghi, qua e là, dove certi ‘sopravvissuti’ dettano ancora legge e riducono il loro sottile lembo di terra a tetro baluardo del passato. Gli ideali e la sensibilità che si diffondono a macchia d’olio altrove, a partire come al solito dalle regioni più settentrionali e progredite del Vecchio Continente, sono motivo di angoscia e disapprovazione per questi nostalgici dei bei valori che furono, e come reagiscono si sa: erigono un muro a protezione dei loro ristretti confini culturali, e col cemento che avanza tirano su villette, palazzi, parcheggi e piscine. E’ questo il caso, ad esempio, della Regione Liguria, dove il passato – gli anni della speculazione edilizia e della ‘caccia al diverso’ – ha strangolato il futuro nel giro di pochi giorni: prima è venuta la legge ambienticida – che apre la strada, è il caso di dirlo, a estesi fenomeni di degrado – e poi, letale come una ruspa in un parco, quella anti-gender. “Una teoria che nega tutto quello che è naturale – esclama trionfante il capogruppo di Forza Italia Angelo Vaccarezza alludendo alla fantomatica ‘teoria-gender’ che animerebbe la Buona Scuola – non può entrare in Liguria”. “Sui valori – gli fa eco il leghista Alessandro Puggioni – non siamo disposti a fare i modernisti“. “Finché noi siamo qui – chiosa il consigliere di Fratelli d’Italia-An Matteo Rosso godendosi la risicata (16 favorevoli, 14 contrari) ma succulenta vittoria – non ci sarà spazio per queste teorie”.

Ebbene sì, ecco che cosa è diventata la Liguria: un’isola, un angolo di terra meravigliosa che qualcuno si appresta a ridurre a specchio della propria immagine: cemento fuori, cemento dentro.

Enrico Steidler

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