Sanda Urda
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MotoGP Sepang, quando l’orgoglio di Marquez prevale su tutto

Ecco a voi lo show dell'orgoglio ferito del super campione che non sa perdere, ma si sa vendicare

MotoGP 2015, NELLA FOTO: Marquez Rossi Iannone Crutchlow

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Questa stagione MotoGP, bella combattuta, pulita, ai massimi livelli, è stata macchiata con gli indelebili fatti accaduti al #MalaysianGP, a quest’ora stra-commentati ovunque e da chiunque. Come da caratteristica, cerchiamo di dare una visione più ampia del dramma.

Dal nostro punto di vista, il casino è iniziato nella gara di Phillip Island (e lo abbiamo anche detto qui), quando si è visto ad occhio nudo una stra evoluzione di Marc Marquez al momento del incontro con Valentino Rossi, giustificata a fine gara con il su-riscaldamento delle gomme, che li per li non ha creato scalpore, ma noi non ci siamo convinti. Come si è visto nella conferenza stampa prima della gara malese, Vale lo ha denunciato con la stampa, ha lanciato un allarme, cercando di far capire a Marc, che cosi facendo, sta beneficiando Jorge. Nella conferenza che segue la qualifica, il pesarese ha sottolineato che spera di vedere ognuno fare la propria gara, accendendo un altra lampadina nella testa di chi volesse capire che non si parla di strategia. In passato il #46 ha ricorso a questi metodi, ma sempre sul diretto/i avversario/i, mai su terzi esclusi dal gioco. Che senso avrebbe? Nonostante le prove tangibili (time/lap, telemetrie, filmati, etc), ne la Race Direction, ne il box Repsol hanno preso nessun provvedimento, neanche verbale nei confronti del #93.

Ma anche nella gara stessa, quando dopo aver quasi aperto la strada a Lorenzo con un lungo strano, ma comprensibile, l’episodio sul Dottore si ripete, ancora più acceso (come si può vedere nel video allegato), ma subito viene apprezzato come un bel duello, finché i due non diventano cattivi come due draghi di fuoco ( e già qui la Direction sarebbe dovuta intervenire sopratutto dopo il gesto di Rossi con la mano), che dopo numerosi sorpassi e contatti, finiscono con Vale sopraffatto dalla pressione, il caldo, ma sopratutto da quella spina nel fianco targata Repsol, cerca di rallentarlo portandolo fuori traiettoria, ma lo spalma a terra involontariamente. Nessuna conseguenza per lo spagnolo che si alza e torna ai box sulla sua moto. L’ abbiamo capito tutti subito che non era bella come reazione, ma la decisione viene rimandata a fine gara. Ma cosa avrebbe dovuto fare il leader del mondiale, dopo che ha visto ignorata la sua denuncia? Nel mentre i social network esplodono, e i pareri sono divisi, ma in tanti chiedono la squalifica di Rossi. Per fortuna chi di dovere, ha già capito l’andazzo, e non si ferma solo sul singolo episodio, ma guarda tutta la foto, anche se in ritardo. Ma il verdetto rimane super salato per Vale (tre punti tolti, sommati a quello tolto a Misano fanno quattro, quindi partirà dall’ultima casella a Valencia). Anche con 7 punti in vantaggio sul rivale e teammate Lorenzo, non sarà facile rimontare in tempo per giocarsi il podio, ma non impossibile.

In tutto questo, la domanda più evidente è: Marquez non perde neanche un punto? Anche lui ha messo in pericolo gli altri, ma sopratutto ha premeditato come farlo e lo ha cercato intenzionalmente, però poi se gli rispondono con la stessa moneta, toglie il rispetto e ripudia colui che pochi giorni prima, diceva di tifare. Tutto questo suo odio di un orgoglio ferito, del bambino che non sa perdere e s’arrabbia, ma ti sorride in faccia, lo cancella dalla lista dei degni “successori” del nove volte iridato. Il suo piano messo in atto senza vergogna, sotto gli occhi di tutti, ci ha fatto sentire la stessa delusione dei tifosi del calcio alla scoperta delle partite truccate, Marquez alla fine ha determinato i risultati della corsa, e forse del campionato, questo è inammissibile!

L’otto di novembre sarà il giorno decisivo, e visto che Dio, l’Universo, il Destino o comunque volete chiamarlo, aiuta il BUONO…!

 

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