Filippo Giannitrapani
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Inter, cosa manca alla perfezione?

Ai nerazzurri sembra mancare ancora qualcosa

Inter, cosa manca alla perfezione?
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L’Inter, tra alti e bassi, naviga nelle zone alte della classifica, ma ancora non sembra una squadra pronta a prendersi la testa della classifica e a poter puntare allo scudetto. I nerazzurri non sono tra le favorite e mostrano alcune lacune che vanno migliorate per raggiungere quella perfezione che porterebbe la rosa di Mancini tra le pretendenti principali al tricolore.

QUALITA’ – Sicuramente l’Inter ha uomini di qualità in fase offensiva. Jovetic, Ljalic, Perisic e lo stesso Icardi, anche se non vive un buon momento, sono tutti uomini importanti. Tale caratteristica però manca a centrocampo. Kondogbia che ancora non riesce ad esprimersi, Melo e Medel sono giocatori di quantità, che giocano benissimo in fase difensiva, ma la manovra nerazzurra risente di questa poca qualità. Guarin e Brozovic potrebbero dare quella fluidità di manovra in più, ma, specie il croato, non ha convinto Mancini e il colombiano è troppo incostante. Quindi il problema numero di 1 è la mancanza di fluidità di manovra in mezzo al campo, cosa che sicuramente non manca alla Roma (Pjanic, Nainggolan, De Rossi) o al Napoli (Hamsik,Jorginho, Allan), che al momento sembrano le squadre più accreditate per la lotta scudetto.

POCHI GOAL FATTI – Riallacciandosi alla mancanza di qualità al centrocampo, si può immaginare che anche la fase offensiva risenta di questa carenza. Il solo Jovetic con Icardi non può reggere una fase offensiva per 90 minuti e questo è un gran limite per i nerazzurri, che in 9 partite hanno segnato solo 9 goal. E’ anche vero che comunque l’Inter ha massimizzato le occasioni create, ma il lavoro di Icardi è diverso rispetto a quello fatto lo scorso anno. Nella stagione precedente Maurito aveva il solo compito di metterla dentro e questo ha portato l’ora capitano dell’Inter al titolo di capocannoniere. Quest’ anno invece al numero 9 interista Mancini ha dato un compito diverso, ovvero quello di dare anche lui una mano in fase difensiva per avere una squadra più solida e compatta e questo ha fatto perdere lucidità in zona goal all’attaccante argentino. Se Icardi riuscisse a coniugare il lavoro per la squadra ad una grande lucidità in zona goal, l’Inter diventerebbe una macchina letale per le squadre avversarie.

IDEA E MODULO DI GIOCO – In queste 9 partite di campionato, l’Inter ha cambiato molti moduli. La difesa a 3 (disastrosa contro la Fiorentina), il 4-3-1-2, il 4-4-1-1, al 4-3-3, o il 4-2-3-1: tante modifiche, insomma, anche a partita in corso, che hanno fatto un po’ di confusione. Se come sembra, la difesa a 3 è un’idea che può rimanere tale visto i pessimi risultati, il 4-2-3-1 visto nel secondo tempo a Palermo potrebbe essere il vestito giusto per la squadra di Mancini. Ma questa mancanza di un modulo fisso può creare molta confusione e non è facile neanche per i giocatori allenarsi una settimana per un certo schema di gioco per poi cambiarlo la settimana successiva. Un modulo fisso ci vuole per l’Inter, in modo da dare un’identità ai nerazzurri e non improvvisare sulle giocate di singoli.

Maggior qualità in mezzo al campo, per rendere più fluida la manovra e creare più occasioni goal con un’idea e un modulo di gioco ben definito: questo è quello che manca all’Inter per essere una macchina perfetta e letale per le squadre avversarie e per puntare allo scudetto.

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