Raul Parrella
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Wayne Rooney, storia di un diavolo leggendario

La storia di Wayne Rooney è fantastica, soprattutto perchè legata strettamente ad una sola squadra, per sempre nel suo cuore

Wayne Rooney, storia di un diavolo leggendario
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Per i ragazzi del nuovo millennio, alla domanda quale calciatore inglese ti piace di più, la risposta può variare da Gerrard a Lampard, fino a Beckam o Terry, ma sicuramente la maggior parte farà il nome di Wayne Rooney, perchè è di sicuro una delle più grandi leggende che il calcio inglese abbia mai regalato al football. Era il lontano 19 Ottobre del 2002, quando durante un Everton-Arsenal, un certo ragazzino di Liverpool che molti faticavano a capire a causa del suo forte dialetto della zona, controllò come niente una palla spiovente e scaricò una bordata nella porta di Seaman, altra leggenda del calcio inglese, che quasi a passare il testimone, si lasciava trafiggere da quel ragazzino appena sedicenne.

Wayne Rooney, 27 anni

Wayne Rooney, 27 anni

RED EVILS IN THE HEART – Passarono due anni e il giovane Rooney fu acquistato dal lungimirante Alex Ferguson, che per portarlo all’Old Trafford sborso davvero tanti soldi, circa 26,5 milioni di sterline e la storia continua ancora oggi, visto che Wayne è ancora tra le fila dei Red Devils con la stessa umiltà e la stessa voglia di giocare che aveva ormai più di dieci anni fa.

Certo che ci sono piccolissime differenze, 3 coppe di Lega, cinque campionati, cinque Community Shield, una Champions e un Campionato del Mondo per club, il tutto condito da 236 gol.

IL REAL E IL DOPO SIR ALEX – Dopo l’addio dell’allenatore a cui doveva tutto calcisticamente parlando e non solo, Sir Alex Ferguson, arrivò all’Old Trafford David Moyes, proprio l’allenatore che lo fece esordire tanti anni fa con l’Everton ma sembrava che tutto questo non bastasse per convincerlo a rimanere e di approdare al Real, ma per qualche motivo, legato soprattutto all’amore per quella maglia rossa, Rooney decise di rimanere e di continuare la sua storia Red Evils fino ad oggi con Van Gaal in panchina ma con lui  sempre in campo da vera e propria leggenda inglese, anche se in molti dicono che in quell di Londra ancora non capiscono una mazza quando prova a parlare con quel suo dialetto di ragazzetto di Liverpool.

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