Giulia Cassini
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Art Gallery: una tira l’altra, ciliegie d’autore

Gigantismo oggettuale per puntare il dito sul consumismo con il furore pop

Art Gallery: una tira l’altra, ciliegie d’autore
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Laveri mostra in galleria

Laveri mostra in galleria

Art Gallery  in Alessandria sceglie Giorgio Laveri come artista dell’opening della  nuova galleria per piazzarsi già, automaticamente, nell’immaginario collettivo tra le sedi più prestigiose dell’alta Italia, visto che l’artista è tra i più significativi del panorama internazionale ed, al contempo, tra i più restrittivi per esposizioni e personali. L’inaugurazione è infatti il 28 ottobre alle 18,30 proprio nella centralissima Art Gallery, rinnovata dopo una lunga gestazione, e si propone l’obiettivo di rappresentare la realtà culturale che sembrerebbe mancare in città distinguendosi per essere totalmente al servizio del collezionista. Nata dalla volontà dell’art director Federico Bonfiglio, già solido collezionista di arte moderna e contemporanea, si presenta quale struttura giovane e dinamica che punta al superamento delle mode effimere con lo scopo di offrire agli amanti dell’arte un’ampia gamma di opere di contenuto.

La “classicissima” di apertura alla neonata Art Gallery

LA MOSTRA – Come scrive la critica per la galleria Art Gallery “aprire con Laveri vuol dire per Art Gallery puntare su un artista educato alla polidisciplinarità, ma non vittima di questa, autore di performance di installazioni e di creazioni artistiche sviluppate entro un’equilibrata miscela di spunti figurativi e tematici, oltre che di persuasivi aspetti scenografici e di limpidezza espressiva. Un’esposizione che ne documenta tanto il lato ironico dell’inimitabile ingegno quanto la perizia progettuale, rivelando al contempo il percorso creativo che dalla funzione porta alla creazione, poi alla decorazione ed infine all’emozione”.

Un genere tutto personale di pop art quello raccontato con maestria e dovizia di cernite alla Art Gallery, con un nucleo espositivo volutamente calzante tra una figuralità paradossale ed un uso delle proporzioni convergente con il messaggio implicito nell’opera stessa. La forma vuol essere assolutamente compenetrata nella materia: il processo creativo diventa un atto unitario, il risultato sembra fermare il tempo che nell’oggi è sempre più fluido, liquido e relativo. Sono i lucidissimi ed ammalianti rossetti, le bollenti caffettiere (come “Moka” ceramica smaltata con interventi in platino a terzo fuoco), le artificiose e voluttose ciliegie, trasfigurando i cliché della società di consumo di massa, definendo l’estetica della logica del mondo contemporaneo, utilizzando nella sua comunicazione gli strumenti più persuasivi dell’immaginazione popolare, le vere icone del consumismo sfrenato. Ecco allora profilarsi nelle ariose e restaurate sale della Art Gallery i famosi “Truka”, rossetti coloratissimi e dalla scala variabile ( come “Truka di Albisola” ceramica smaltata e dipinta con intervento a terzo fuoco in oro zecchino), di dimensione anche totemica come quello che accoglie i visitatori in apertura del percorso. Avanzando nella mostra alla Art Gallery si scoprono anche le celebri e gigantesche “Stylo” (ceramica smaltata in due parti con intervento a terzo fuoco in platino), penne stilografiche d’ispirazione cartoonist, non solo un “divertissement” d’artista ma anche una riflessione sulla moderna scrittura sempre meno personale e sempre più piegata, proprio come alcune penne, al potere dei mass media e alle grosse multinazionali. Vien fuori riflettendoci un altro aspetto di queste penne lucide e dorate, con un blu a specchio e una silhouette che incanta. Poi, come commenta la critica, il punto di raccordo della mostra alla Art Gallery resta il gigantismo oggettuale che caratterizza anche le succulente ciliegie della serie “Una tira l’altra”, smisurate nella dimensione ed intensificate dalla vitalità del colore.

Una esplosione di colori, di linee sinuose, di riflessioni sulla nostra mentalità talmente consumistica che non ce ne rendiamo nemmeno più conto: tutto questo nasce dalla preview ad Art Gallery che apre con una “classicissima” dell’arte come solo Giorgio Laveri può garantire.

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