Raul Parrella
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James Vardy, l’uomo-speranza della classe operaia

La storia di James Vardy è veramente speciale, soprattutto a stupire è la sua tenacia e la sua voglia di emergere partendo veramente dal basso

James Vardy, l’uomo-speranza della classe operaia
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Rooney o Aguero, Diego Costa o Benteke? Ad inizio Premier la scelta del capocannoniere era di sicuro tra di loro, con poco spazio per qualche meteora che volesse infiltrarsi nel predominio di questi attaccanti mostruosi, baciati dal talento che la natura gli ha donato, pagati tutti fior di milioni dalle loro squadre. Ed invece non c’è nessuno di loro al primo posto della classifica marcatori, ma un nome del tutto inaspettato che ormai è diventato un abitudine nei tabellini inglesi in queste otto giornate. Stiamo parlando di James Vardy, che cinque anni fa era con la maglia della sua città natale, lo Sheffield giocava nella lega paragonabile alla nostra eccellenza, mentre ora guarda tutti dall’alto in Premier League

DALLA FABBRICA ALLA PREMIER

“Lavoravo in un’azienda che produce apparecchi ortopedici. Era massacrante: sollevavo centinaia di pesi e il calore dei forni mi bruciava la pelle”

Queste le parole del calciatore in ricordo degli anni difficili e di quel calcio dilettantistico che non gli garantiva il necessario per vivere. Nemmeno i primi passi nel calcio professionistico furono del tutto semplici, visto che giocava con un bracialetto elettronico, conseguenza di una scazzottata in un pub, da bravo inglese insomma. Ma l’occasione arriva sempre per chi lavora a fondo ed infatti, nel 2012 sarà acquistato dal Leicester per 1 milione di sterline facendo un salto di categoria enorme, che grazie alla sua squadra attuale lo sta portando sempre più in alto.

LA NAZIONALE – Chissà se ci ha mai veramente pensato, anche quando era arrivato in Championship, di poter vestire un giorno la maglia della sua Nazionale, magari al fianco di Rooney e Sturridge. Molto probabilmente non ci ha mai creduto veramente, ma quando nel mese di giugno la chiamata è finalmente arrivata, provate solamente ad immaginare la felicità che ha provato questo calciatore, che in cinque anni ha scalato il football inglese fino ad arrivare al tetto del mondo. La speranza è l’ultima a morire!

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