Gianpiero Farina
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Lazio, tra ingenuità, coperta corta e rigori inventati

Biancocelesti battuti 2-1 dal Sassuolo

Lazio, tra ingenuità, coperta corta e rigori inventati
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La Lazio cade al Mapei Stadium. Il Sassuolo s’impone per 2-1. I biancocelesti, reduci da tre vittorie consecutive in campionato, fermano la loro corsa, mentre i neroverdi di Di Francesco, autori di una prestazione tatticamente perfetta, ripartono dopo il ko con l’Empoli.

MA CHE RIGORE E’? – Sono Berardi e Missiroli i giustizieri dei capitolini. Inutile il gol di Felipe Anderson. Va però detto che la rete del gioiellino degli emiliani è arrivata su un calcio di rigore a dir poco inventato. Lulic non tocca Cannavaro, che però cade in area: l’assistente di porta Cervellera dice che è rigore, ma è simulazione abbastanza netta. E anche l’espulsione nel finale di Cataldi appare esagerata, seppur il centrocampista romano ci mette del suo, apparendo troppo nervoso ed ingenuo.

INGENUITA’ E COPERTA CORTA – Ed è proprio l’ingenuità la caratteristica principale della Lazio di Reggio Emilia. D’altronde i giovani in campo erano davvero tanti e, si sa, la linea verde dà quanto toglie. Ma, per quanto, Pioli, non ne voglia parlare, è apparso fin troppo evidente il peso delle assenze. Biglia, Parolo e De Vrij sono giocatori imprescindibili. La coperta in casa biancoceleste è davvero troppo corta e certe riserve sono tutt’altro che all’altezza. Senza alcun dubbio, la Lazio al completo può giocarsela chiunque, ma basta che manchi qualche strumento affinché l’orchestra smetta di funzionare, o comunque diventi lenta, prevedibile, macchinosa e a tratti imbarazzante. Perché quando hai dei limiti, delle falle e delle mancanze, non sempre il cuore, l’impegno e la generosità bastano. Che fare? Difficile dirlo. Probabilmente si può solo sperare in recupero il più rapido possibile di chi non c’è. E poi è necessario un intervento sul mercato a gennaio. Ma questi sono discorsi fatti e rifatti, sentiti e risentiti. Forse con la speranza che qualcuno, per una volta, o meglio, finalmente, li ascolti.

Gianpiero Farina

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