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MotoGP Phillip Island, Marquez quinta vittoria su Lorenzo e Iannone

Gara di sorpassi tra i quattro big della classifica iridata, Rossi con ancora 11 punti di vantaggio, ma non sul podio

MotoGP Phillip Island, Marquez quinta vittoria su Lorenzo e Iannone
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La classe regina, MotoGP, è scesa nella pista più bella in calendario per la sedicesima gara, il Pramac Australian Motorcycle Grand Prix. Anche le condizioni meteo sono state favorevoli, ma il vento ha mantenuto le temperature basse, svantaggiando alcuni dei nostri eroi. Nel WUP del mattino, che vedeva Marquez, Lorenzo e Iannone in posizione podio, ci svelava un Rossi ancora con mezzo decimo di ritardo dalla vetta, in sesta posizione.

MotoGP foto: Alessandro Giberti

MotoGP NELLA FOTO: Lorenzo Iannone Rossi

RACCONTO DELLA GARA– La gara delle gare, qui dove il sorpasso non è facile, i big ci hanno tenuti sulle spine con duelli mai immaginati, per tutti i 27 giri, senza guardare in faccia ne il degrado delle gomme, ne gli avversari. Andrea Iannone (Ducati Team) parte a cannone e si prende la testa della corsa, rispettivamente su Jorge Lorenzo (Movistar Yamaha MotogP) e Marc Marquez (Repsol HondaTeam), con lui in prima fila, mentre dalla settima casella, Valentino Rossi, l’altro alfiere blu Yamaha, scavalca subito la Suzuki ECSTAR del rookie più corteggiato della categoria, Maverick Vinales. Già dal primo passaggio inizia la bagarre e si nota lo sprint della GP15 sul rettilineo, Iannone infatti, se non era per l’infelice incontro con un gabbiano (carena bucata e rotta anche una delle alette destre) che aveva deciso di sostare in pista proprio in quel momento, sarebbe potuto scappare. Ma il maiorchino della Yamaha, che quest’oggi ha installato l’aggiornamento da battaglia, passa in vetta e comincia a martellare. Il leader del campionato, Rossi, riesce a sbarazzarsi di Cal Crutchow (LCR Honda) e Dani Pedrosa (Repsol Honda), e al terzo passaggio è quarto, ma deve ricucire lo strappo con i tre davanti. Non passa molto e il pesarese attacca il connazionale di Vasto, ma il #29 risponde subito. Inssieme andranno a coinvolgere anche il campione in carica, Marc, a un secondo abbondante dal #99 in vetta che disegna perfettamente le curve di questa pista magica. Anche se ha mantenuto per più tempo la prima posizione, Jorge non è rimasto tranquillo, dovendosi difendere dalla Honda e dalla Ducati posseduta dall’anima del povero uccello investito, che gli hanno fatto tirare fuori il coraggio da sorpasso. Insomma, se le sono date e ridate ad ogni giro, unico a non andare in testa neanche una volta è stato Rossi, forse anche per il traffico creato dalla Repsol nella prima parte, quando Vale era il titolare del giro veloce. La classifica della gara si decide nelle ultime curve, almeno nelle prime quattro posizioni, e dove divisi a copie, ognuno fa all in.

Vince per la quinta volta in stagione, Marquez, beffando Lorenzo di due decimi, mentre Iannone, che per un po ci ha dato l’impressione che potrebbe regalare alla casa di Borgo Panigale la vittoria tanto cercata quest’anno, svernicia Rossi che rimane quarto, ma comunque con 11 punti in più rispetto al teammate rivale nel mondiale. Con un gap più consistente, arriva in quinta posizione Pedrosa (+5.062s) che precede Vinales e Crutchlow, ultimo con un ritardo inferiore a 10 secondi. Dopo una vita (20 secondi), arriva il panino Monster Yamaha Tech3, con Pol Espargarò in ottava posizione e Braddley Smith decimo, farcito con la Suzuki di Aleix che non si può separare dal fratello minore neanche in gara a quanto pare.

L’altra Desmosedici GP15, quella di Andrea Dovizioso e rimasta fuori dalla top ten con ancora tanto lavoro in sospeso. Il forlivese ha chiuso quindi 13°, preceduto da Danilo Petrucci (Octo Pramac Racing), e con 29s di ritardo. Primo delle Open è Jack Miller (LCR Honda) in quindicesima posizione.

La top class torna in pista tra una settimana in Melesia con la penultima gara, e chi vivrà, vedrà!

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