Enrico Steidler
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Zoo di Odense: la dissezione della leonessa mette a nudo il cuore dell’uomo

Non sono le frattaglie il problema, ma gli zoo

Zoo di Odense: la dissezione della leonessa mette a nudo il cuore dell’uomo
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Gli animali: creature da amare per alcuni, oggetti da manipolare per altri. Detto questo, è facile capire a quale categoria appartiene chi lavora in uno zoo. Si tratta di una regola, in fondo, e di sicuro le poche eccezioni non si trovano in quello di Odense, Danimarca, dove ieri ha avuto luogo la pubblica autopsia di una leonessa morta ammazzata 9 mesi fa (Era in esubero… Abbiamo chiesto in giro ma nessuno era disposto ad accoglierla… ecc., ecc.) e poi congelata in attesa del momento giusto. Sì, perché nel Paese di Andersen – che nacque proprio a Odense – certi spettacoli sono considerati educativi, e la settimana di vacanza scolastica autunnale garantisce la folta partecipazione dei bambini al grande evento. Così è stato, e ora la polemica divampa in tutta Europa, Danimarca esclusa.

Non solo killer, quindi, ma pure educatori da strapazzo: ecco, in estrema sintesi, il senso delle critiche piovute addosso ai danesi, che tuttavia reagiscono come se la colpa fosse negli occhi di chi la vede. “Una dissezione mostra l’anatomia del leone e che cosa lo rende un buon predatore – spiega un guardiano dello zoo al Copenaghen Post tirando le orecchie ai censori – I bambini sono così curiosi che quasi si infilerebbero dentro la carcassa. E’ un’esperienza scientifica e autentica”. “Le dissezioni ci sono sempre state – gli fa eco Michael Wallberg Soerensen, direttore dello zoo – e non sono mai state fatte per divertimento. E’ importante non attribuire agli animali caratteristiche umane che essi non hanno”.

Ok, Wallberg ha ragione: gli animali non possiedono certe caratteristiche umane, ed è pure vero che l’autopsia di una leonessa, in sè, non è un fatto diseducativo per i cuccioli di uomo. Quello che è davvero diseducativo, semmai, è che ci sia un luogo popolato da uomini cui mancano le caratteristiche di cui sopra; che esista un campo di prigionia per esseri-non esseri, creature-cose di cui disponiamo a seconda delle esigenze – le nostre, naturalmente – e che esponiamo all’ammirazione dei bambini come se fosse la cosa più giusta e naturale del mondo. Ecco il danno, grave e profondo, che causiamo ai nostri figli: si chiama zoo, e lo zoo (o acquario che dir si voglia) è ovunque, non solo in Danimarca.

Sotto questo aspetto, sezionare la povera leonessa è stato educativo per tutti. Dentro, infatti, abbiamo ritrovato il cuore della scimmia cattiva, ed è su questo che dobbiamo mettere il bollino rosso una volta per tutte, non sulle frattaglie. Se teniamo ai bambini, naturalmente.

Enrico Steidler

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