Francesco Scafidi
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I 3 motivi per cui Inter-Juventus sarà una sfida unica

La rivalità storica si rinnova. Sarà una battaglia vera: i nuovi perché

I 3 motivi per cui Inter-Juventus sarà una sfida unica
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 E’ tornata Inter-Juventus, quella vera, da far vibrare il cuore di migliaia di tifosi. Quella che fa sterzare la stagione dei due club. Quella che se perdi finisci all’inferno. Quella che non vuoi perdere e non c’entra la classifica, i tre punti, la lotta scudetto, ma il disonore che non vuoi provare e, anzi, vuoi accendere nell’orgoglio degli avversari. Calciopoli, Ceccarini, Ronaldo, il 5 maggio sono solo il passato: l’atavica rivalità insita in Inter-Juventus si rinnova con la sfida di domenica sera. Ci sono dei nuovi motivi per i quali nessuno vorrà perdere e trasformerà la partita in un’infuocata battaglia calcistica. Vediamo insieme la hit parade.

CHI PERDE PAGA PEGNO – È molto facile dire che è ancora l’ottava giornata e che c’è tutto il tempo, ma chi perde domenica sera rischia di finire in seri guai. La Juventus si staccherebbe ulteriormente dal gruppo di testa e diventerebbe complicato fare calcoli di rimonta scudetto. L’Inter non uscirebbe dal pantano in cui è entrata prima della sosta (sconfitta con la Fiorentina e pareggio con la Samp) trasformando la mini-crisi in una crisi reale, alimentando il fuoco dei dubbi sul progetto manciniano. Magari non vale lo scudetto, ma riuscire ad affossare il “nemico” non sarebbe così male.

LA VENDETTA DEGLI SFRATTATI – L’amore non è sbocciato fra Felipe Melo e la Juventus. Nelle due stagioni (con Ferrara, Zaccheroni e Del Neri in panchina) trascorse a Torino il brasiliano, a causa del suo atteggiamento aggressivo e l’approccio al lavoro,  si è fatto più nemici che amici anche all’interno dello spogliatoio. Non solo, con la maglia del Galatasaray è stato uno dei protagonisti della beffa di Istanbul, godendo più di tutti dell’eliminazione dei bianconeri. Qualche scintilla in campo non è neppure quotata. Il 31 agosto 2015 invece il Profeta Hernanes abbandonava la Pinetina per accasarsi a Vinovo. “Mi dispiace aver lasciato la Lazio, ma sono venuto all’Inter per vincere” dichiarava con fierezza il brasiliano nel giorno del suo approdo a Milano. In 19 mesi all’ombra del Duomo Hernanes ha collezionato più delusioni che sorrisi. Talento mostrato solo a sprazzi, appena 7 reti in 52 presenze complessive e poi l’imperdibile treno bianconero preso al volo sul gong della sessione estiva. Domenica per la prima volta affronterà l’Inter da avversario: sarà “capriola triste” o capoeira celebrativa?

ALLEGRI VS MANCINI – Loro non si  sono mai amati. Quest’estate non hanno mai perso l’occasione di scambiarsi le classiche scaramucce con cui si carica di responsabilità l’avversario: “La Juventus è la favorita per lo scudetto”. “Mancini ha una squadra da scudetto e lui lo sa benissimo”. Agonisticamente parlando, il Mancio ha sempre provato un sapore speciale nel battere gli storici avversari. “Non vinciamo in casa contro la Juve dal 2010”, un messaggio chiaro e forte.

Una cosa è certa: Inter-Juventus non potrà mai essere considerata una partita come le altre. Soprattutto se in campo ci sono intrecci e storie degne di un kolossal.

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