Roberto Cusimano
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I 7 fantasmi della Serie A dopo 7 giornate

Ecco chi sono i giocatori che dopo sette giornate di campionato sono stati del tutto anonimi

I 7 fantasmi della Serie A dopo 7 giornate
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Ci sono calciatori che dopo sette turni di campionato si sono già guadagnati una posizione di rilievo all’interno della loro squadra riuscendo magari a scalare le gerarchie d’inizio stagione, ce ne sono altri che invece per un motivo o per l’altro sono rimasti ai margini del club di appartenenza e ogni settimana scaldano le panchine dei vari stadi di Serie A. Di esempi se ne possono fare diversi, elencheremo di seguito quelli che possiamo definire, al momento, i sette giocatori fantasma di questo avvio di campionato.

SAMUELE LONGO (Frosinone) – L’attaccante classe ’92 era chiamato al riscatto dopo la deludente stagione passata a Cagliari, terminata con la retrocessione dei rossoblu. Inizialmente Stellone gli aveva dato fiducia ma dopo la prima sosta per le Nazionali sembra che le gerarchie siano cambiate e si è ristabilito il tandem Dionisi-Ciofani, protagonista della promozione in A. Per Longo finora poco più di 180 minuti giocati in cui ha fatto poco e niente. Riuscirà a ritagliarsi maggior spazio?

RAVEL MORRISON (Lazio) – Appena 52 minuti per il giocatore inglese che non ha ancora avuto modo di dimostrare il suo talento con la maglia biancoceleste. Rispetto agli altri nuovi acquisti della Lazio, Kishna e Milinkovic-Savic in modo particolare, l’ex West Ham è quello che ha giocato meno. Si vede che Pioli non lo considera ancora abbastanza pronto per il nostro campionato.

LEANDRO CASTAN (Roma) – Dopo un anno passato forzatamente ai box finalmente questa doveva essere (o sarà?) la stagione del riscatto per il brasiliano. Per lui appena una presenza finora nella partita che ha inaugurato la stagione della Roma contro l’Hellas il 22 agosto, poi solo panchina. Il tecnico giallorosso infatti dalla seconda di campionato in poi ha sempre preferito schierare Rudiger oppure De Rossi come centrale difensivo accanto all’intoccabile Manolas.

ADEM LJAJIC (Roma/Inter) – Ha cominciato la stagione con la maglia della Roma, poi all’ultimo giorno di mercato il suo trasferimento all’Inter con la speranza di trovar più spazio, ma come si suol dire “aspetta e spera”. Il giocatore serbo ha giocato solo una volta da titolare con i nerazzurri (contro il Verona) ed è uscito dopo quasi un’ora senza lasciare traccia. Probabilmente rimanendo alla Roma avrebbe giocato pure poco però finora appare chiaro che la scelta di vestire nerazzurro non sia stata azzeccatissima.

MARTIN MONTOYA (Inter) – Rimanendo in casa Inter c’è un altro che dopo aver giocato quasi tutte le gare del pre-campionato adesso siede costantemente in panchina. Lo spagnolo, che ricordiamo è arrivato in prestito biennale dal Barcellona, non ha convinto per niente Mancini tanto che il tecnico jesino sia quando utilizza la difesa a 4 che quella a 3 non lo calcola completamente. Quella famosa frase da lui pronunciata in sede di presentazione gli è costata molto. Dovrebbe sperare in un’epidemia di massa per tornare in campo.

MATHEUS CASSINI (Palermo) – Arrivato a Palermo come il possibile erede di Dybala, il brasiliano proveniente dal Corinthians forse nemmeno conosce ancora l’odore dell’erba dei campi italiani. E’ molto giovane, sarà inesperto, magari con un fisico ancora fragilino tuttavia il Palermo ha sempre creduto nelle sue enormi qualità e non si capisce come uno dei principali colpi messi a segno da Zamparini non abbia nemmeno giocato un minuto.

AMAURI (Torino) – “Che fine ha fatto?” molti si chiederanno. Anche lui, come l’attaccante del Palermo, quest’anno non ha giocato nemmeno un minuto. Se fino all’anno scorso aveva contribuito con le sue reti alla grande stagione granata, quest’anno le gerarchie sono cambiate e Amauri non è né il terzo né il quarto attaccante ma addirittura il quinto. La coppia titolare è Quagliarella-Maxi Lopez, poi ci sono Martinez e Belotti e infine lui. Insomma si prospetta una stagione da panchinaro per la punta italo-brasiliana.

Roberto Cusimano

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