Davide Terraneo
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Inzaghi e Mazzarri, chi gode e chi gufa

I due ex tecnici (ancora stipendiati) delle milanesi vivono in maniera opposta l'avvio di rossoneri e nerazzurri

Inzaghi e Mazzarri, chi gode e chi gufa
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C’è chi prende l’esonero con filosofia e si gode la bella vita, con tanto di foto da bomber virale in rete, e chi rifiuta offerte in attesa di poter parlare ancora della sua vecchia squadra con confronti e paragoni a suo favore. Due silenzi diversi, che fanno comunque rumore. I destini di Inzaghi e Mazzarri, ora più che mai, sono intrecciati alle prestazioni di Milan e Inter, con l’avvio di campionato stentato dei rossoneri e convincente (almeno in classifica) dei nerazzurri.

BOMBER DI RAZZA – Scottato per un esonero che forse soltanto lui non si aspettava, Pippo Inzaghi è tornato a fare la bella vita da bomber.

Inzaghi si consola dopo l'esonero del Milan

Inzaghi si consola dopo l’esonero del Milan

Fuori dal campo, ora che non può più stare nel recinto di gioco. Il suo Milan era stato bersagliato di critiche, ma dopo l’avvio stentato di Mihajlovic qualcuno inizia a ripensare alla squadra di Pippo con meno astio. Dopo sette giornate i numeri parlano chiaro: i rossoneri 2014-15, senza poter contare sui quasi 90 milioni spesi per Bacca, Luiz Adriano, Bertolacci e Romagnoli, avevano 5 punti in più. E soprattutto non venivano da un umiliante 0-4 casalingo contro il Napoli. E mentre il serbo si interroga su come cambiare faccia alla sua squadra, Inzaghi si fa fotografare in bella compagnia. Una doppietta degna di quella di Atene 2007.

I DON’T SPEAK ENGLISH – Dall’altra parte del Naviglio continua a percepire il suo stipendio da allenatore dell’Inter Walter Mazzarri. Il toscano si era presentato alla Milano nerazzurra dopo quattro stagioni entusiasmanti al Napoli e con il singolare record di non essere mai stato esonerato. Nell’arco di 15 mesi a San Siro Mazzarri ha perso tutto, entusiasmo e record. Il quinto posto della prima annata non gli è valso il rispetto e l’amore dei tifosi, che lo ricordano più per le sue singolari scuse a fine partita (tra pioggia, corner e arbitri) che per i risultati. Mancini è stato accolto a braccia aperte, e dopo una mezza stagione molto deludente in questo inizio 2015-16 il paragone con Mazzarri inizia ad essere vincente. 16-9 il conteggio dei punti dopo sette giornate, 16-14 se il confronto si sposta sulla prima esperienza nerazzurra di Walter. Per il momento Mazzarri si limita a rifiutare le offerte provenienti da Sunderland e MLS, in attesa forse della sua personale rivincita nel campionato italiano. Dalla sua ha la consapevolezza che mancare il terzo posto anche quest’anno sarebbe un vero fallimento per l’Inter di Mancini. Soprattutto dopo un mercato faraonico che ha rivoluzionato la squadra. Dal canto suo Mazzarri gufa un pochino e non accetta di imparare l’inglese. L’Italia ha bisogno delle sue perle in conferenza stampa.

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