Marco Telluri

Carpi e Frosinone: le matricole gridano vendetta

Carpi e Frosinone: le matricole gridano vendetta
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Che il palcoscenico della Serie fosse troppo prestigioso per matricole quali Carpi e Frosinone era già cosa risaputa, ne sa qualcosa Claudio Lotito, la cui conversazione con il Ds dell’Ischia calcio, Pino Iodice,  fece gridare nuovamente allo scandalo. “Il calcio di provincia non ha appeal”, questa l’invettiva del patron della Lazio che in un sol colpo ridicolizzò lo sforzo profuso dalle vincitrici del campionato cadetto; Carpi e Frosinone hanno però lasciato parlare il campo e dopo un apprendistato irto di ostacoli sembrano ora aver trovato una precisa identità nel calcio borghese.

CARPI – Sei anni fa in Serie D, ora tra le grandi del calcio italiano. La favola del Carpi sta tutta lì, in quell’escalation di successi durata più di un lustro. Un’impresa eccezionale frutto della sinergia di una cordata d’imprenditori innamorati di questo sport che hanno fatto di un centro di appena 70mila abitanti, una dei giardini più rigogliosi del calcio nostrano.

I biancorossi, reduci da un’annata sfavillante in Serie B, hanno guadagnato a pieno titolo il pass per la Serie A  ove hanno dovuto abbandonare gli abiti da festa ed indossare gli umili panni delle matricole;  il salto di categoria ha di certo gravato sulle spalle degli emiliani così come testimoniano le numerose sconfitte all’avvio, tra cui la roboante “manita” dell’Olimpico. Alle deludenti prestazioni iniziali hanno fatto seguito i convincenti pareggi con Palermo e Napoli, punti che hanno fatto da preludio alla prima storica vittoria nel massimo torneo ottenuto al “Braglia” di Modena ai danni del Torino, una delle squadre più in palla del momento. I Carpigiani potranno dire la loro in zona salvezza se riusciranno a dar sfogo al potenziale tecnico a disposizione di Sannino, un arsenale tra i migliori in zona salvezza.

carpi

Carpi, il gol di Gaston Silva regala la prima storica vittoria in Serie A per gli emiliani.

FROSINONE – Il cammino verso la massima categoria dei ciociari prevede anch’esso un salto vertiginoso, un balzo lungo due anni che ha visto i Frusinati staccare dalla Lega Pro ed atterrare sul candido manto erboso della Seria A.

Una realtà, quella dei canarini, divenuta possibile grazie ad un’organizzazione societaria capeggiata dal patron Stirpe tra le migliori in ambito italiano e, non di secondaria importanza, merito di un tifo tra i più caldi d’Europa che ogni due settimane infiamma il “Matusa”.

Passando ai fatti dei campo, l’undici ciociaro ha deciso di puntar forte sui protagonisti della scorsa stagione, giocatori quali Ciofani e Bertoncini  che hanno onorato i  colori gialloblù sin dalle categorie più lontane. I canarini, guidati da Stellone, si sono fatti spazio poco a poco in questo campionato, attraversando anch’essi il Purgatorio delle sconfitte.

Dopo sette giornate però, l’opaco giallo di inizio stagione sembra esser tornato lo scintillante color canarino che ha fatto perder la testa all’intera Ciociaria, merito dello storico pareggio allo Juventus Stadium e della prima vittoria tra le mura amiche che ha riacceso i sogni salvezza dei Frusinati.

 

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