Luigi Fontana
No Comments

I 10 calciatori che hanno giocato per caso nella Juventus

Calciatori che i tifosi bianconeri avrebbero fatto bene a meno di vedere con la maglia della Juventus. Nomi da dimenticare completamente...

I 10 calciatori che hanno giocato per caso nella Juventus
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Acquisti importanti, fenomeni venuti da tutta Europa, giovani scoperti e portati alla ribalta del calcio mondiale. Negli anni, la Juventus è stato questo; a parte dei periodi molto brevi e quasi subito smaltiti, non solo l’11 bianconero è stato sempre di grande livello, ma anche i ricambi sono quasi sempre stati all’altezza.

Ecco, quasi. Anche i bianconeri hanno avuto i loro periodi neri, con calciatori acquistati per diventare leader della squadra ma rimasti alla storia con l’etichetta di bidoni. Vediamo nel dettaglio, i 10 bidoni che hanno giocato per caso con la maglia della Juventus.

MARINO MAGRIN – I periodi negativi bianconeri, solitamente, coincidono con il dopo-qualcosa. Ecco, Magrin fu acquistato per prendere la numero 10 ed essere il nuovo Platini. Beh, la storia ci ha detto che non è stato così: forse il peso del nome di Le Roi lo schiacciò e non riuscì ad imporsi come avrebbe potuto e dovuto. Lascia dopo 44 presenze e 7 gol in due stagioni.

TIAGO – Arriva in pompa magna nell’estate del 2007, viene pagato la bellezza di 14 milioni di euro per risollevare qualitativamente il centrocampo bianconero, reduce dalla Serie B. Tiago, invece, perde dopo qualche partita il posto in favore dell’esperto Cristiano Zanetti e la stagione successiva rifiuta ogni proposta. Dopo un periodo di prestazioni migliori (o quantomeno non disastrose) con un posto da titolare guadagnato per gli infortuni altrui, torna a giocare male e il suo contratto viene risolto per disperazione. Uno dei più grandi flop del post Calciopoli.

Amauri ora con la maglia del Torino

Amauri ora con la maglia del Torino

Per molti anni, fino all’arrivo di Carlos Tevez, la Juventus ha cercato il top player in attacco per assicurarsi un bottino annuale di gol vicino alla ventina. Nell’estate del 2008, Secco e Blanc mettono a segno un colpo che dovrebbe eliminare il problema delle segnature: Amauri Carvalho de Oliveira. Nella prima annata in bianconero, segna 14 gol in 44 partite, che non gli valgono, ancora, l’etichetta di brocco. Nelle stagioni successive, invece, è un calvario: 7 gol nel 2009-2010 in 30 partite, soltanto 16 match (e 3 gol) nel 2010-2011. Un investimento da quasi 30 milioni buttato a mare.

ANELKA –  Un altro attaccante che, nei pensieri della dirigenza, sarebbe potuto diventare il top player bianconero. Arriva nel gennaio 2013 e gioca soltanto due piccolissimi spezzoni di gara. Tanto gli basta, però, per laurearsi Campione d’Italia. A giugno, naturalmente, viene lasciato andare senza troppi rimpianti.

ATHIRSON – Come praticamente tutti i brasiliani difensori, arriva in Italia con l’etichetta del nuovo Roberto Carlos. La Juventus entra anche in una controversia FIFA per il suo tesseramente, in quanto il Flamengo non voleva farlo trasferire nonostante il suo contratto fosse scaduto. Entra in campo la prima volta in un Juve-Brescia che complicherà il cammino scudetto ai bianconeri (lo vincerà poi la Roma). Quando ritornerà Lippi, indurrà Moggi a rispedirlo a casa, al suo Flamengo.

ESNAIDER – Juan Esnaider viene acquistato nel gennaio del 1999 per sopperire all’assenza di Alex Del Piero dopo il bruttissimo infortunio di Udine. L’argentino ottiene subito la fiducia di Carletto Ancelotti, che però non ricambia. In campionato, infatti, disputa 16 partita realizzando la bellezza di 0 gol, mentre le uniche due marcature in bianconero sono in Coppa Italia e in Coppa Uefa contro i non irresistibili ciprioti dell’Omonia Nicosia. Ah, dimenticavamo: fu anche pagato ben 12 miliardi di lire.

SALAS – I più lo ricordano con il rigore sbagliato nel derby a causa della cosiddetta buca di Maspero. È quello l’emblema della sua avventura alla Juventus: sfortunato ma anche incocludente. Arriva per circa 25 miliardi di lire più il cartellino di Darko Kovacevic, ma non riesce mai ad incidere, sia per il suo scarso fiuto per il gol (che alla Lazio era stato importante) sia per una serie di infortuni. Lascia dopo 18 partite e due gol (in due anni) per tornare in Argentina.

DIEGO – FELIPE MELO – Nella stagione 2009-2010, la Juventus vuole fare il salto di qualità e puntare allo scudetto. Per farlo punta sulla coppia brasiliano Diego-Felipe Melo, costati in totale 50 milioni di euro. Mai acquisto fu più sbagliato. I bianconeri si ritroveranno settimi in classifica, dopo un’annata disastrosa soprattutto del centrocampista proveniente dalla Fiorentina. Diego, invece, mostra a tratti le sue qualità, ma l’arrivo di Gigi Del Neri lo porta fuori dagli scemi tattici.

RUSH – Con il Liverpool, il gallese va in gol con una costanza incredibile: 139 gol in 224 partite. Al suo arrivo in Italia, i tifosi della Juventus lo accolgono come il nuovo Platini. In realtà, Rush non si ambienta mai a Torino e diventa famoso, più che per i suoi gol, per le parodie che la Gialappa’s Band fa su di lui, facendolo diventare un fenomeno parastatale.

POULSEN – Molto probabilmente il più grande bidone della storia della Juventus. Nell’estate del 2008 arriva alla Juventus preferito a Xabi Alonso, tra le perplessità di tutta la tifoseria bianconera. Le sue prestazioni sono al limite del paranormale: ogni volta che gli arriva palla, meccanicamente si gira e passa il pallone al difensore centrale. Talvolta, invece, con la sua splendida visione di gioco, passa il pallone oltre la linea di gioco. I supporter bianconeri farebbero bene a dimenticare la sua chioma bionda.

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *