Enrico Steidler
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Carlo Tavecchio: per il ‘croupier’ della Figc contano solo i soldi

Il numero uno del calcio italiano rispetta i giudici ma li avverte: se ci tagliate i soldi dei diritti tv "qui salta il banco"...

Carlo Tavecchio: per il ‘croupier’ della Figc contano solo i soldi
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Fate molta attenzione a queste parole: le ha pronunciate il presidente della Figc Carlo Tavecchio a commento dell’inchiesta della Procura milanese sulla spartizione dei diritti tv per il triennio 2015-18. “I diritti tv in questo momento sono l’unica possibilità affinché in calcio sussista in Italia. Noi come Federcalcio siamo rispettosi dell’Autorità e dell’AntiTrust, ma intervenire sull’unica fonte di denaro nel nostro calcio sarebbe come crearsi in casa il problema più importante. Inutile girarci intorno: se viene a mancare il miliardo e duecento milioni euro proveniente dai diritti tv qui salta il banco“. Tutto chiaro? In estrema sintesi il Tavecchiosauro-pensiero è questo: se i giudici toccano il giocattolo, questo si romperà; quindi addio al banco, al suo Croupier e a tutto quanto il Casinò.

IL PRESIDENTE NEL PALLONE – Insomma, inutile girarci intorno: le parole del numero uno del calcio italiano sono di una gravità inaudita, e possono passare quasi incensurate solo perché siamo in Italia. Fateci caso: Tavecchio fa appello al senso di responsabilità dei magistrati, li avverte che in ballo non ci sono solo poltrone illustri – a partire dalla sua – ma un po’ tutta la baracca, quarta industria del Paese e gallina dalle uova d’oro. Vi rendete conto, cari giudici? – sembra dire il Gran Croupier con tono vagamente minaccioso – Pensateci bene, pensate ai milioni di appassionati innocenti che potrebbero soffrire ingiustamente per causa vostra… Ok, stiamo parlando di un uomo con la lingua a banana, è vero, ma in questa circostanza le gaffe non c’entrano niente: questa volta è la brutta faccenda il punto, non la brutta figura.

LES JEUX SONT FAITS – Qui, infatti, abbiamo un presidente della Federcalcio in preda al panico, un uomo che calpesta tutti gli oneri collegati al suo ruolo istituzionale (badare a quello che si dice, innanzitutto) – pur di salvarne il più possibile gli onori. E che lo fa, nota bene, nel modo più maldestro, autolesionistico e irritante. Se voleva dare il colpo di grazia a quello che restava della sua immagine, e di quella del calcio italiano, Tavecchio ci è riuscito alla grande. E se prima avevamo solo dei sospetti, ora abbiamo quasi delle certezze. “Salta il banco”? Magari, visto il Casinò.

Enrico Steidler

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