Davide Terraneo
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Garcia e la Champions, niente di nuovo sul fronte europeo

Il sergente Garcia è più personaggio mediatico da "Zorro" che allenatore. I risultati in Europa parlano chiaro

Garcia e la Champions, niente di nuovo sul fronte europeo
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Provaci ancora Garcia. Errori individuali, cinismo degli avversari, assenze. Tutte scuse e piagnistei inutili e dannosi. I giallorossi stavolta si sono scavati la fossa da soli. La pala, neanche a dirlo, era in mano al sergente Garcia. Un personaggio mediatico che ben figura in una serie tv spagnola, forse un po’ meno in un contesto come la Champions League, dove ogni errore viene pagato a caro prezzo.

SCELTE STECCATE – Nella nottata di Borisov è la doppia faccia della Roma la trama. Tanto brutta e timida la squadra del primo tempo quanto arrembante e sfrontata quella della ripresa. Con i giocatori e gli innesti giusti. Garcia non rischia Iago Falque acciaccato per un Iturbe a tratti snervante, nella mischia invece uno Szczesny quasi imbarazzante al posto di De Sanctis, galvanizzato dal rigore parato a Matos nel finale della sfida contro il Carpi. L’ex Genoa gioca una partita devastante, da vera spina nel fianco. Il polacco ci mette del suo nelle prime due reti dei bielorussi, tra uscite random e piazzamenti da cecchino neofita di Call Of Duty. Di quelli che vengono spazzati via da una granata lanciata da lontano, senza neanche mirare troppo bene. Lo Szczesny del primo tempo è più snervante dello spelling del suo cognome. Più snervante di tre gol presi su tre tiri in porta. Dal Bate Borisov.

WHAT A (BAD) FEELING – L’impressione è che Garcia non abbia capito l’importanza della partita, o peggio non abbia saputo valutare correttamente gli uomini a sua disposizione. I numeri del francese in Champions League sono da film horror: 20 partite, 3 vittorie. Due contro il CSKA Mosca e una a Borisov. Scherzi del destino, o forse no. Perché nel curriculum del francese ci sono due imbarcate clamorose dal Bayern Monaco e tante, troppe sconfitte nelle partite decisive. Anche in quelle in apparenza meno decisive, come la partita di stasera. I due punti lasciati per strada stasera sono oro che cola per il Bayer Leverkusen, che ha accarezzato a lungo l’impresa di espugnare il Camp Nou. Ora serviranno almeno 4 punti con i tedeschi, sperando poi che non si ripetano certi errori. Dopo il gol di Florenzi la strada della Roma torna ad essere maledettamente in salita. La doppia sfida con le aspirine sarà decisiva, e stavolta è vietato sbagliare. Se il sergente Garcia steccherà di nuovo tanto vale rimettere cappello e baffoni. L’unico modo per diventare famoso in Europa.

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