Massimiliano Riverso
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Le 10 cose che non funzionano nel Milan di Mihajlovic

Le 10 cose che non funzionano nel Milan di Mihajlovic
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È impossibile negarlo: il Milan ha qualcosa che non va! Se dicessimo le cose che si son dette da inizio stagione a questa parte saremmo bugiardi. Dobbiamo essere sinceri, la squadra di Mihajlovic è altalenante sotto tutti i punti di vista. La concentrazione sale e scende, i risultati non prendono continuità e non vi è una chiara identità di gioco. Possesso palla o contropiede? Lanci lunghi o fraseggi corti? Aggressività o eleganza? Quale linea segue il Milan? E quale Mihajlovic? Quando una squadra non ha un volto, la colpa è dell’allenatore…poche chiacchiere! Ci nasconderemmo dietro a un dito affermando il contrario.

Andiamo, quindi, a vedere i 10 punti da cui passano i disastri rossoneri:

  1. Galliani: alzi la mano chi non è capace di acquistare un calciatore pagando l’intera clausola rescissoria. Sarete immobili, immagino. NOVANTA milioni di euro utilizzati in modo completamente sconsiderato. 75 milioni spesi per 3 giocatori del calibro di Romagnoli, Bacca e Bertolacci…pura follia! Se il Milan non è competitivo da anni, la colpa è anche di ‘Zio Fester’.
  2. Testa: l’uomo in caso di necessità, grazie alla mente, riesce a superare ogni suo limite facendo cose non comuni. L’uomo, però, è anche capace di rendere infinitamente meno per colpa di una precaria condizione psicologica. Questo è il caso del Milan, che non riconosce più le sue qualità e la sua caratura internazionale. E paradossale affermarlo, ma questa è autolesionismo.
  3. Paura: questa è la principale conseguenza di una mente debole, il timore. Il Milan in tutte le gare giocate, escluso il derby, ha regalato all’avversario un tempo se non tutta la partita (come contro la Fiorentina). Eppure sulla carta le qualità al Milan non mancano…Vai a capire perché teme il Genoa di Marchese e Pavoletti.
  4. Mihajlovic: se al Diavolo mancano gioco, personalità e sicurezza la colpa è maggiormente dell’allenatore. Parla tanto di carattere, ma evidentemente non riesce a trasmettere ai giocatori quella sicurezza che ha sempre contraddistinto i componenti di questa società.
  5. Mario Balotelli giocatore del Milan

    Mario Balotelli

    Balotelli: la continua speranza che questo giocatore possa diventare un fenomeno, distoglie il Milan dal suo vero obbiettivo che è il GIOCO. Parola che dista anni luce da Milanello.

  6. Difesa: questo ruolo, nel giro di qualche anno, cambia volto dalla coppia Nesta-Thiago Silva a Zapata-Romagnoli. Forse non dobbiamo aggiungere altro. Anzi si, dov’è finita la compattezza e la qualità della difesa del Milan? Mistero…
  7. Centrocampo: De Jong dovrebbe fare l’incontrista, ma spesso è più vicino all’area avversaria che alla sua; Montolivo fa il playmaker, ma se le mezz’ale non si inseriscono lui poco ne può. E come se non bastasse manca il trequartista di qualità.
  8. Attacco: non può mancare alla festa degli orrori anche l’ultimo reparto della lista. Nessuna identità, tanto che spesso i due attaccanti in coppia non collaborano nel pressing. Da notare come l’attacco, inoltre non sia ancora ben definito nei suoi componenti.
  9. Fato: non diamo le colpe alla sorte, ma di certo si è messa di traverso. Quando tutto va storto e hai il colpo di fortuna che ti regala i tre punti rischi che si alzi il morale dell’ambiente; quando, invece, va tutto male e sei pure sfortunato…
  10. Aspettative: e alla fin fine è anche colpa dell’ambiente esterno: dei mass media, dei tifosi e dei grandi nomi accostati al Diavolo durante il mercato. Dai soldi spesi tutti si aspettavano di più. Di chi è la colpa? Torna al punto 1.

Ora bisogna farsi un bagno di umiltà a Milanello, analizzare punto per punto e riorganizzare le idee a meno che non si voglia fare una misera fine.

@PietroCartolano

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