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MotoGP Aragon, Lorenzo un Grifone, Pedrosa e Rossi fanno faville

Jorge si prende la 60° vittoria con record del circuito, davanti a Dani e Valentino che se le danno di santa ragione fino all'ultima curva

MotoGP Aragon, Lorenzo un Grifone, Pedrosa e Rossi fanno faville
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Il MotorLand Aragon ha accolto la classe regina, MotoGP con il celo velato, la domenica del Gran Premio Movistar de Aragon. Dopo il WUP del mattino che ha visto Marquez al comando sulle Yamaha di Lorenzo, Pol Espargaro e Rossi, i big si sono schierati per la gara.

MotoGP foto: Alessandro Giberti

MotoGP Aragon: vince Lorenzo il trofeo disegnato da se stesso

RACCONTO DELLA GARA– Se Marc Marquez (Repsol Honda Team) non buttava via la sua gara al secondo giro, forse i risultati sarebbero stati altri, ma il campione in carica purtroppo ha sbagliato, e dopo una buona partenza (con qualche sbavatura nelle prime curve), cercando di stare con Jorge, finisce fuori per la quinta volta in stagione. Jorge Lorenzo (Movistar Yamaha MotoGP) viene premiato anche dalla magia del luogo con la sua 60° vittoria in carriera, tutta in solitaria come piace a lui, e dopo una solita partenza a fionda. Come se non bastasse, il maiorchino batte anche il record del circuito con il suo 1’48.120, di quattro decimi abbondanti (Pedrosa nel 2013). Come al Mugello, qui Jorge riesce a mettere in atto la sua guida immacolata e perfetta da far venire i brividi, mentre il teammate Valentino Rossi (+2.773s), nei casini durante tutto il weekend, è partito dalla seconda fila, in gara tira fuori l’asso dalla manica per rimontare fino in terza posizione, e attaccare Dani Pedrosa, quale sembra tutt’altro che “camomillo“, ritrovatosi in seconda posizione, dopo la sparizione di Marc dalla pista. I due veterani della top class, ci regalano i momenti più incandescenti della gara, nei ultimi sei giri, quando metto in atto una bagarre da applausi, vinta dallo spagnolo. Nella prima parte di gara, in posizione podio si trovava anche Andrea Iannone (Ducati Team), partito dalla prima fila con una partenza buona che gli ha permesso di mantenere, ma al terzo giro si fa fregare prima dallo spagnolo e poi anche da Vale, rimanendoci insieme per qualche giro. Il pilota di Vasto, con il braccio sinistro dolorante, arriva quarto con sette secondi di gap dalla vetta, e davanti al compagno Dovizioso (+24.322), maestro anche lui della rimonta, vista la partenza dalla 13° casella che precede di mezzo secondo la Suzuki ECSTAR di Aleix Espargarò e Cal Crutchlow (LCR Honda). A seguire, le due Yamaha Tech3 di rispettivamente Braddley Smith (+25.503 s) e Pol Espargarò che è partito bene, e nei primi giri, gravitava nel gruppo di testa. Chiude la top ten, Yonny Hernandez (OCTO Pramac Racing), mentre il compagno di squadra Danilo Petrucci è scivolato alla curva 14, a metà corsa. Peccato per il ternano, sopratutto dopo un fine settimana sodisfacente, ma un errore in una stagione perfetta, ci può stare. Migliore tra le Open è Scott Redding (+48.176) con la Honda del team Estrella Galicia o,o in 12° posizione.

La classe regina torna sotto i riflettori tra due settimane con il GP di Motegi, quale apre la tripla asiatica, dove tutto può accadere.

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