Matteo Masum
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Roma, i 5 motivi per cui Garcia rischia l’esonero

Staff, spogliatoio, dirigenza. L'allenatore francese non è molto amato, e anche i tifosi sembrano averlo abbandonato

Roma, i 5 motivi per cui Garcia rischia l’esonero
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Roma contro Carpi, Bate Borisov, Palermo: tre partite, non impossibili, per decidere il futuro di Rudi Garcia. Idolatrato il primo anno, difeso il secondo, adesso l’allenatore francese sembra aver perso anche il supporto di chi, fino alle ultime prestazioni della Roma, ha avuto fiducia in lui, ossia la tifoseria. Non tutto è perduto, ma c’è bisogno di dare dei segnali importanti. Intanto, vediamo i motivi che potrebbero portare alla rottura.

Garcia, l'allenatore della Roma

Garcia, l’allenatore della Roma

RISULTATI- Nel calcio contano i risultati, specie in una piazza che attende lo scudetto da quindici anni. Da un anno e mezzo, Rudi Garcia sta fallendo proprio sotto questo aspetto. Passi lo scorso anno, quando gli alibi furono diversi, ma quest’anno la Roma doveva giocare il ruolo della protagonista. E, per ora, non ci sta affatto riuscendo.

GIOCO- Male, malissimo, sul piano del gioco. La squadra non sembra avere nessuna idea su come imbastire un’azione d’attacco degna di nota, se non affidarsi al genio di Pjanic o alla velocità di Salah e Florenzi. Ovviamente, qui la mano dell’allenatore si deve palesare, ma Garcia non ha dato segni di vitalità. Sempre le stesse cose, a velocità sempre più ridotta.

SPOGLIATOIO- I misteri dello spogliatoio. A Roma è sempre accaduto tutto e il contrario di tutto. Non abbiamo la certezza su cosa sia avvenuto e avvenga all’interno della squadra, ma sembra chiaro, mettendo un po’ insieme i vari pezzi del puzzle, che Garcia non abbia la totale fiducia da parte dei calciatori.

STAFF- Non idilliaci nemmeno i rapporti tra l’allenatore e lo staff, soprattutto da quando la società ha deciso di dare il benservito al prof. Rongoni, artefice della serie di infortuni dello scorso anno, e grande amico di Garcia. Il mister non ha accettato la scelta, e con Darcy Norman non si è creata grossa empatia. Ma l’americano è uomo del presidente, e gode della sua fiducia incondizionata.

SOCIETA’- Pallotta avrebbe salutato Garcia già in Estate, ma un ingaggio pesante e la volontà di non cambiare nuovamente i piani lo hanno trattenuto. Tuttavia, basta poco per sparigliare le carte. Con Sabatini la sintonia non è scattata, il Ds prende i giovani, il francese non li fa giocare nemmeno in partitella. Garcia vorrebbe i giocatori a Luglio, Sabatini glieli porta a fine Agosto. Insomma, non siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Nove punti e tutto può cambiare. Il rapporto d’amore può rinascere, ma molto, se non tutto, dipende da Garcia.

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