Marco Telluri
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Genoa: Olimpico amaro, ora la classifica piange

Un Genoa senza idee s'infrange contro la voglia di rivalsa della Lazio di Pioli. Per il grifone si tratta della quarta sconfitta nelle prime cinque gare

Genoa: Olimpico amaro, ora la classifica piange
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Chissà a cosa starà pensando Gianpiero Gasperini di ritorno a Genova dopo la deludente trasferta dell’Olimpico ove i suoi uomini sono stati piegati da una Lazio in piena convalescenza: tanti dubbi per l’ex allenatore dell’Inter  alimentati da un gioco remissivo e resi ancor più controversi  dalle pesanti squalifiche che condizioneranno inevitabilmente la gara col Milan, la prossima sulla rotta dei genoani.

LA PARTITA – Clima tutt’altro che sereno in casa Lazio, dove a far da cornice al delicato incontro col Genoa vi è  un Olimpico in piena contestazione dopo la disfatta del San Paolo. Occasione ghiotta per il Grifone che ha dalla sua la cabala: i rossoblù nelle ultime quattro stagioni non sono mai capitolati nella tana dei romani. Primo tempo che vede i padroni di casa ancor spaventati dai fantasmi di Napoli. D’altra gli ospiti entrano bene in partita, il 3-5-2 scelto da Gasperini sembra in grado di irretire il gioco avversario e ripartire con veemenza verso la porta difesa da Marchetti. La prima vera occasione vede infatti protagonista il venezuelano Rincon, uno degli elementi migliori del grifo, che scaglia dalla media distanza un bel tiro rasoterra che s’infrange contro il palo. Il Genoa sembra esser in grado di potersela giocare con questa Lazio: Laxalt, Tachtsidis e gli spunti del gioiellino ex-City Ntcham fanno soffrire gli uomini di Pioli.

SLIDING DOOR – La “sliding door” della gara arriva però dopo una mezz’ora di buon Genoa, esattamente al 34′ quando Lulic coglie in controtempo la retroguardia avversaria con un bel cross per Filip Djordjevic, che a tu per tu con Lamanna, non sbaglia il colpo di testa. Il gol getta acqua sull’entusiasmo rossoblù. La ripresa prosegue sulla falsa riga degli ultimi minuti del primo tempo, con una Lazio improvvisamente ispirata dai suoi uomini migliori, su tutti F.Anderson e Milinkovic. Il Genoa di Gasperini comincia a vacillare sotto i colpi degli biancocelesti, i rossoblù stentano a reagire complice anche il lavoro svolto dal tandem offensivo Ntcham-Pandev che non consente al grifone di rifiatare. All’ 11’del secondo tempo arriva il secondo giallo per Cissokho che lascia il Genoa in dieci.  La partita s’incanala così sui binari giusti per la Lazio in grado ora d’imbastire buone trame offensive che fanno presagire il raddoppio, rete che arriva al  17′ della ripresa con Anderson che raccoglie la sfera dal limite dell’area, aggiusta la mira e disegna una parabola che si infila sotto al sette, sancendo la riappacificazione con l’ambiente laziale.

Il match è  ai titoli di coda, i minuti successivi scorrono nell’anonimato più totale da parte del Genoa,  ormai rassegnato alla sconfitta. A rincarar la dose arriva anche la seconda espulsione, questa volta ai danni Goran Pandev, autore di una gara mediocre dinanzi al suo ex pubblico.

L’incontro si conclude quindi con una secca sconfitta per il club di Enrico Preziosi, la quarta nelle prime cinque di campionato. Gianpiero Gasperini è chiamato dunque a ridisegnare l’assetto della sua squadra, un undici che soffre terribilmente la mancanza di un centravanti vero come Pavoletti e che risulta essere ancora troppo leggere in fase difensiva.

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