Enrico Steidler
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Bossi condannato per le “offese” a Napolitano: quanto è lontana l’America…

La condanna del senatùr e lo strano caso della repubblica fedele al "Re"

Bossi condannato per le “offese” a Napolitano: quanto è lontana l’America…
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A dividere l’Italia dagli Stati Uniti non ci sono solo mezzo Mediterraneo e l’intero oceano Atlantico: si trattasse solo di questo, e il problema fosse di natura esclusivamente geografica, basterebbero poche ore di volo per colmare la distanza. No. Purtroppo per noi, a renderci così spaventosamente lontani da una democrazia nata nel 1776 e maisospesa” è proprio la democrazia, viva e vegeta nel Paese che estirpò il fascismo dal mondo, quasi agonizzante in quello che lo inventò: in tal senso non si parla di ore, ovviamente, ma di anni, forse di decenni. Se va bene.

ORGOGLIO (LEGAIOLO) FERITO – Gli esempi che si potrebbero fare sono centinaia, ma oggi la cronaca ce ne offre uno fra i più significativi in assoluto: Umberto Bossi, ex leader carismatico della Lega Nord, è stato condannato a un anno e sei mesi di reclusione per vilipendio al capo dello Stato – con l’aggravante della discriminazione razziale – e al pagamento delle spese processuali. I fatti risalgono al 21 dicembre 2011, quando alla festa invernale del Carroccio il senatùr provocò una delle più grandi erezioni collettive della storia legaiola: “Napolitano, Napolitano, nomen omen, terùn!“, esclamò Bossi fra gli osanna del pubblico. “Mandiamo un saluto al presidente della Repubblica” aggiunse poi facendo il segno delle corna.

ITALIAN BEAUTY – Ora, perché siamo così lontani dagli Stati Uniti? O per meglio dire così indietro? Semplice: perché dall’altra parte dell’oceano il loro numero uno – che per inciso è anche l’uomo più potente del pianeta – viene regolarmente “massacrato” da tutti, ecco perché, e nessun tribunale si azzarda a intaccare questo sacrosanto diritto del popolo. Certo, è vero che quelle dedicate da Bossi a Napolitano sono esternazioni rasoterra e sguaiate, e che una simile mancanza di decoro (riscontrabile ovunque, non solo nei leader della Lega) la dice lunga sulla maturità delle nostre consuetudini democratiche. Queste ultime, però, mostrano i loro limiti più evidenti proprio di fronte a sentenze come quella emessa dal tribunale di Bergamo. Decidiamoci: prendiamo a modello Washington, oppure Mosca?

Leslie Nielsen nei panni del presidente degli Stati Uniti

Leslie Nielsen nei panni del presidente degli Stati Uniti

WHAT A DIFFERENCE! – Tanto per dare un’idea: avete presente il numero uno degli Stati Uniti impersonato dal compianto Leslie Nielsen in “Scary Movie 3”? Beh, in quel film – così come in moltissimi altri film americani – il presidente dei padroni del mondo viene dipinto come un autentico imbecille, un pericoloso rincoglionito tenuto a bada a stento dai suoi collaboratori. Detto questo, avete mai visto qualcosa del genere in Italia? Riuscite a immaginare cosa succederebbe dalle nostre parti se un qualunque cine-panettone facesse altrettanto, e riducesse il Mattarella di turno a un povero scemo affetto da demenza senile? Si parlerebbe, come minimo, di attentato alle istituzioni, e la mannaia della giustizia – potete scommetterci – calerebbe a tempo di record sulla testa dei terroristi.

NOI E LORO – Insomma, guardate un po’ che “stranezza”: gli americani hanno un rispetto quasi sacro per le istituzioni, ma gli uomini che le rappresentano possono essere ridicolizzati – o addirittura descritti come la personificazione stessa del male – senza alcuna pietà e alcuna censura. Noialtri, invece, il contrario: delle istituzioni ce ne sbattiamo allegramente (pensate a certe scene da stadio provenienti dal parlamento, ad esempio), ma i loro uomini sono quasi intoccabili. Non tutti, naturalmente, siamo in Italia: solo alcuni, e uno in particolare.

Chi sta meglio, secondo voi? Gli uomini del presidente o i sudditi di Re Giorgio (o Sergio, ecc., ecc.)? Guardate a certi tribunali, e la risposta viene da sè.

Enrico Steidler

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