Gianpiero Farina
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Lazio, sei orribile!

Cinquina al San Paolo per i biancocelesti

Lazio, sei orribile!
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Dopo il poker, la cinquina. Dopo il pesante ko con il Chievo, per la Lazio arriva quello con il Napoli. Al San Paolo finisce 5-0 per i partenopei. Seconda trasferta per i biancocelesti e secondo ko a dir poco umiliante, come se perdere con orgoglio, onore e dignità non facesse parte della dna degli uomini di Pioli. E, proprio quest’ultimo, appare tutt’altro che esente da colpe.

MA…LA FORMAZIONE? – Con i se e con i ma non si ottiene praticamente nulla, ma la formazione iniziale scelta dal tecnico dei capitolini non ha convinto. Fuori Milinkovic, grande protagonista giovedì con il Dnipro, e Felipe Anderson, capace di tirare fuori dal cilindro giocate imprevedibili, e dentro un Mauri in condizioni fisiche precarie e un Lulic apparso sempre più ombra di sè stesso. Ed ecco che all’intervallo, con la Lazio sotto di due gol, Pioli butta nella mischia proprio il serbo ed il brasiliano, togliendo, guarda caso, il brianzolo e il bosniaco. Il tutto può essere letto come una sorta di ammissione di confusione. Della serie, scusate ho sbagliato e cerco di rimediare, per quanto possibile. Ma è troppo tardi. La frittata è già stata fatta e il Napoli fa altri tre gol.

PSICOLOGIA E FILM GIA’ VISTO – La Lazio sembra essere allo sbando più totale dal punto di vista mentale. Come contro il Chievo, dopo il primo gol la  squadra biancoceleste è sparita dal campo e, come un pugile messo all’angolo, ha subito i colpi dell’avversario senza accennare la benchè minima reazione. Sono passati quasi quattro mesi da quella notte di Napoli che valse i preliminari di Champions, poi persi col Bayer Leverkusen. Ed è proprio dalla notte alla Bayarena che qualcosa pare essersi rotto nella testa dei giocatori, dell’allenatore e nel giocattolo nel suo complesso. Anche se, ai tifosi laziali, sembra di vivere in un film già vissuto troppe volte, soprattutto dopo una stagione positiva. Un mercato discutibile, sconfitte umilianti, formazioni incomprensibili e quella affannata ricerca di un colpevole o, alle volte, di un capro espiatorio. Il copione ha il suo infallibile regista, è ovvio. Ma la domanda è se gli attori protagonisti avranno la voglia, la forza e gli attributi di riavvolgere la pellicola e scrivere, per una volta, un finale diverso. Il tempo in fondo, volendo, ci sarebbe. Lazio-Genoa, forse, ci darà delle prime risposte.

Gianpiero Farina

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