Raul Parrella
No Comments

Napoli: il gioco lo dimostra, cambiare formazione è d’obbligo

Anche la partita con il Brugge ha dimostrato che gli azzurri devono adottare una formazione diversa da quella solita per spiccare veramente il volo e iniziare a vincere

Napoli: il gioco lo dimostra, cambiare formazione è d’obbligo
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Secondo molti, la partita con il Brugge è stata solamente una sessione di allenamento per i calciatori del Napoli, visto che la squadra belga si è dimostrata una compagine di davvero poco conto ed infatti il risultato finale è stato davvero largo, con un 5-0 che non ha lasciato spazio a dubbi. Però, per Sarri e il suo staff, il risultato è relativamente importante, visto che in queste partite, la cosa che conta davvero è la prestazione complessiva della squadra e, in questo caso, il Napoli non ha deluso ed anzi ha confermato un dato già notato nelle precedenti partite: il 4-3-3 è la formazione migliore per questa squadra, a discapito del 4-3-1-2, modulo preferito da Maurizio Sarri.

4-3-3 FORMAZIONE IDEALE – Dall’anno scorso con il 4-2-3-1 di Benitez al 4-3-1-2 di Sarri il passo è breve, anche se, come l’anno passato, sembra sempre che il modulo giusto sia un altro e forse quest’anno è stato finalmente trovato. E’ il 4-3-3, modulo che permette alla maggior parte dei calciatori azzurri di potersi esprimere al meglio delle proprie potenzialità, ma cosa più importante, grazie alla bravura tattica degli attaccanti, Sarri potrà permettersi di adattare anche a partita in corso il modulo che ritiene migliore alla situazione attuale. Certo, con il 4-3-3 come formazione base, si perderebbe il momento magico di Insigne trequartista, ma come detto, cambiare in corso d’opera è sempre possibile, grazie alla qualità del reparto offensivo azzurro.

Higuain ha sicuramente le qualità per caricarsi l'attacco sulle spalle

Higuain ha sicuramente le qualità per caricarsi l’attacco sulle spalle

HIGUAIN ISOLATO? – Secondo Sarri, almeno stando alle sue ultime parole, il 4-3-3 non pensa sia adatto alla sua squadra soprattutto perchè isolerebbe troppo il Pipita, che sarebbe solo al centro dell’attacco azzurro, ma l’argentino è sicuramente capace di sostenere il peso del reparto da solo, visto la sua immensa bravura. E non bisogna dimenticare che. finalmente, Callejon, Mertens e anche Gabbiadini ritroverebbero la posizione che più gli compete, quella di attaccante esterno in un 4-3-3, invece di essere adattati nel giocare come punte centrali.

 

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *