Modestino Picariello
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Florenzi, Morata e gli assist degli avversari

Florenzi e Morata, coi loro capolavori europei, celebrano la doppia faccia di uno sport che celebra il suo trionfo e il suo funerale difensivo insieme

Florenzi, Morata e gli assist degli avversari
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Florenzi e Morata saranno sicuramente nella sigla della Champions dell’anno prossimo: se è possibile avere i gol più belli già alla prima giornata di una competizione, allora le loro prodezze meritano di essere celebrate più e più volte, rivedendole in loop. Il “bello de nonna” di Carlo Zampa risuonerà per parecchio tra i giallorossi. Ma se ci travestiamo da tifosi non italiani ma di calcio, per un attimo, potremo notare anche altro….

Morata, con Florenzi, ha fatto la gioia del calcio italiano

Morata, con Florenzi, ha fatto la gioia del calcio italiano

LA DIFESA DEL CITY? LOL – Descrizione dell’azione: Bonucci riceve uno scarico da centrocampo e senza neanche pensarci prova a lanciare Cuadrado. Palla immonda, troppo alta e lenta, in una zona in cui ci sono tre difensori inglesi, Cuadrado e Morata. Ma ecco il colpo di genio: Kolarov, che quando spiegano la fase difensiva deve avere come una specie di mandato tipo quello con cui si salta l’ora di religione a scuola, fa quello che fin dai pulcini ti insegnano a non fare. Con la palla dietro la schiena, guarda solo l’uomo e poi la palla: il rimbalzo è degno di una comica con Stanlio e Ollio, sorprende Morata e i due centrali del City che lo lasciano andare increduli. Lo spagnolo non pensa a nulla, insegue solo la palla e tira (tra l’altro col corpo assai indietro). Il gol è meraviglioso e perfetto (palo-gol) nella sua illogicità alle regole del calcio. L’attaccante spagnolo, però, è una certezza vera e l’ultimo grande colpo di Marotta.

LA CITOFONATA DI FLORENZI – Alla faccia di De Rossi, il successore di Totti è arrivato e ha una faccia meravigliosa. Florenzi ha conquistato il cuore della capitale e si appresta a non far rimpiangere il capitano, se non per classe (che di Totti ne nasce uno a generazione), sicuramente per spirito di abnegazione e per gol come quello fatto al Barcellona…quasi per caso. La cosa più pregevole fatta prima del gol è stata appunto il dribbling prima di centrocampo con cui ha creato superiorità numerica, ma poi il centrocampista non guarda neanche la porta e lancia, probabilmente sperando di trovare un attaccante, ma il lancio gli riesce troppo lungo. Va beh, direbbe uno, è un lancio da 50 metri, una citofonata al portiere! Vero, peccato che il portiere in questione fosse il miracolato Ter Stegen, che era simpaticamente in giro fuori dai pali, forse a cercare cicoria e la cosa si è svolta così

Florenzi citofona “Ter Stegen?”

Il portiere “Sì?”

“PRRRRRRRRRRRRRRR!!!”

In pratica abbiamo visto, prima ancora di due gol magnifici, due bestialità difensive mica da ridere

SEGNI DEL DESTINO? – Vero è che, fortunati o non fortunati, quei gol sono stati meritatissimi, anche perché sia il gol del City che quello del Barcellona erano irregolari: sull’autogol Chiellini subisce una grossa carica e Suarez, al momento di mettere dentro il cross di Rakitic, è in fuorigioco. Chi di calcio ferisce, di calcio perisce, il bello (o brutto) dello sport più bello del mondo

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