Enrico Steidler
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Fratelli d’Italia, premiata ditta brutte figure

Dal volantino anti-gender distribuito nelle scuole di Trento alla sciarpa anti-Juve di Ignazio La Russa: se si tratta di essere maldestri, nessuno batte Fratelli d'Italia

Fratelli d’Italia, premiata ditta brutte figure
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E’ nato meno di tre anni fa (21 dicembre 2012), ma il partito guidato da Giorgia Meloni ha già una bacheca piena zeppa di trofei. No, non stiamo parlando di cose da esibire con orgoglio, naturalmente (mission impossible se il soggetto è Fratelli d’Italia), ma di figuracce orrende destinate a restare in vetrina per l’eternità. Se ne esistesse uno per i misfatti della politica, neppure il Premio Ignobel riuscirebbe ad essere all’altezza di tanta bassezza.

I FRATELLI DI ABELE – Ricordate Fabrizio Florestano, ad esempio? Era lo scorso mese di luglio, e il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia a Ferrara decise di immortalarsi nel modo peggiore. “Certo, io ne prendo 100 alla volta – scrisse su Facebook alludendo ai migranti – Tempo di sparare per farli cadere in una buca e me ne date altri 100. In una giornata ne faccio fuori quanti ne sbarcano“. “Non mi riconosco più nella linea morbida del mio partito sulla questione immigrazione” disse poi il cecchino accarezzando idealmente il fucile.

Marina Buffoni

Marina Buffoni

E che dire di Marina Buffoni – assessore al comune di Padova – e del saluto fascista esibito più volte, l’ultima delle quali tre mesi or sono durante un raduno di Fratelli sulle rive del Piave? Che si intona benissimo col suo calendario pro-Duce, quello su cui si legge “Le radici profonde non gelano mai” e che fa bella mostra di sè nell’ufficio dell’assessora a Palazzo Moroni. “Non sono questi i problemi dei padovani” commentò lei come a dire “Me ne frego!”.

Per non parlare, poi, di Alberto Romano Pedrina e Raffaele Zanon, i due candidati di Fratelli d’Italia a Camera e Senato che nel 2013 postarono su You Tube la penosa parodia della performance di due omosessuali sul palco di Sanremo: “Vota con la testa e con il cuore – si leggeva sui cartelli mostrati da Pedrina e Zanon – non votare con il culo. Noi amiamo le donne e in particolare Giorgia Meloni“. “Chiedo scusa per iniziativa autonoma e volgare – twittò subito lei nel disperato tentativo di salvare la faccia – ferma condanna per ogni #omofobia“.

Cose da Fratelli d'Italia...

Cose da Fratelli d’Italia…

IL MALE FATTO MALE – Già, sarà, ma le sue parole stavano (e stanno) a zero. “Omofobia“, infatti, era ed è quasi sinonimo di “Fratelli d’Italia“, e il volantino anti-gender distribuito in questi giorni nelle scuole dalla sezione trentina dei Meloniani ne è l’ennesima conferma: “Accettarsi… lo stanno facendo insegnare nel modo sbagliato. No all’educazione gender nelle scuole”. Lo stesso discorso, ovviamente, vale anche per le “iniziative autonome e volgari“: più significativa di mille parole, in tal senso, la celebre immagine di Ignazio La Russa che sorride dietro una sciarpa con la scritta “Juve merda”. “Chiedo scusa ai tifosi della Juventus – disse il luciferino co-fondatore di Fratelli d’Italia confezionando la giustificazione più maldestra della storia dell’umanità – Mi sono trovato (!) dietro la sciarpa aperta da un tifoso – Marcello Taglialatela, all’epoca (febbraio 2013) assessore all’urbanistica della Regione Campania e “Fratello” candidato alla Camera – in maniera goliardica”... Il “tifoso”, ça va sans dire, fu poi eletto, e ora rappresenta il popolo italiano.

Conclusione? A distinguere Fratelli d’Italia (dalla Lega, ad esempio) non è l’omofobia, nè la volgarità, nè tanto meno la violenza verbale. No: a rendere più unico che raro il partito della Meloni è la sua straordinaria goffaggine, la capacità senza uguali di fare le cose peggiori nel modo peggiore. Sapete quale foto “a effetto” hanno scelto i Fratelli trentini per il loro volantino anti-gender? Hanno scelto quella di Leelah – nata Joshua Ryan – Alcorn, la transgender 17 enne che lo scorso dicembre si tolse la vita perché obbligata dai suoi genitori a seguire una “terapia” di riorientamento sessuale. “Hanno usato il mio lavoro – tuona Rose Morelli, autrice della foto – senza autorizzazione e in un modo opposto a quello per cui era stato pensato: serviva a sostenere le persone transgender e tutta la comunità lgbt, non il contrario”.

Insomma, roba da far arrossire chiunque, ma non i Fratelli d’Italia: loro sono troppo “neri” per riuscirci.

Enrico Steidler

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