Enrico Steidler
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Sentenza Calciopoli: ora a Moggi & Co resta solo la vendetta

Luciano Moggi, scrive la Cassazione ponendo il sigillo a una storia giudiziaria durata quasi un decennio, è stato il "principe indiscusso" di Calciopoli, "l’ideatore di un sistema illecito di condizionamento delle gare del campionato 2004-2005 (e non solo di esse). Più che di potere, si deve parlare di uno strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici ed ai media televisivi"

Sentenza Calciopoli: ora a Moggi & Co resta solo la vendetta
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Nove anni, decine di processi e di sentenze – sportive, amministrative, civili e penali – avverse alla causa di Moggi e Giraudo, centinaia di udienze, migliaia di faldoni e milioni di euro. Equivale a circa un miliardo, però, il numero più significativo di Calciopoli.

“Alla fine la Verità verrà a galla e ne uscirò da vincitore“… Ecco, per esprimere la quantità di volte in cui Lucky Luciano si è lasciato andare a simili dichiarazioni durante questi nove anni di sconfitte ci vuole un numero a nove zeri, e se mettete questa cifra accanto alle spoglie del “vincitore” capirete qual è l’unica ragione di chi ha ribattezzato Farsopoli il più grande scandalo della storia del calcio italiano.

Luciano Moggi,  "principe indiscusso" di Calciopoli

Luciano Moggi, “principe indiscusso” di Calciopoli

TRA FANGO E CARTONE – Certo, come tutte le rivoluzioni, anche quella che spodestò i monarchi bianconeri è piena zeppa di zone d’ombra, le stesse – guarda caso – in cui ora si aggirano i loro eredi diseredati alla ricerca di un’estrema “giustizia”. “La Cassazione – scrive Tuttosport dando voce a un risentimento molto diffuso fra i tifosi della Vecchia Signora – ci ha spiegato che Moggi era praticamente Satana, ma il Tribunale di Milano ci ha spiegato che i dirigenti dell’Inter all’epoca hanno tenuto comportamenti ‘non propriamente commendevoli‘: Moggi (e la Juventus) sono stati puniti assai duramente, i nerazzurri si sono visti assegnare uno scudetto. Va davvero bene così?”.

No, non va bene: lo scudetto di cartone è uno dei lati oscuri di cui sopra. Tuttavia, reclamare la revoca del “maltolto” (intravedendo in essa l’ultima chance di goduria dopo tante Cassazioni e altrettante tristezze) senza spendere una sola parola sui famigerati e impuniti scudetti di fango (quelli sfilati dalla bacheca dell’Inter nel 97/98 e nel 2001/02) la dice lunga sulla sete che divora i diseredati: non è di giustizia, nè tanto meno di Verità, ma solo di vendetta.

Tranquilli, andrà male anche stavolta: gli arbitri non li scelgono loro.

Enrico Steidler

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