Giulia Cassini
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Chiesa e l’insostenibile leggerezza dell’arte

Andiamo in giro la notte e siamo consumati dal fuoco

Chiesa e l’insostenibile leggerezza dell’arte
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Eleonora Chiesa all'Atelier A

eleonora chiesa all’atelier A

Eleonora Chiesa e l’insostenibile leggerezza dell’arte hanno fatto centro lo scorso 6 settembre  ad Apricale con un pubblico venuto da tutta Italia, anche per onorare la tradizionale festa patronale di Apricale con la 54° edizione della “Sagra della pansarola e zabaione“. La pansarola è il dolce tipico di Apricale, un delizioso borgo medievale alle spalle di Bordighera, famoso punto di ritrovo di artisti a pochi minuti dal mare e ad un’ora dalle nevi delle Prealpi, sempre di più località di turismo slow e consapevole. Per essere più chiari sono semplici frittelle dolci color ambra grazie alla frittura in padelloni di olio bollente, che si servono ancora calde con lo zabaione. In questo clima di festa Eleonora Chiesa, per chi non la conosceva, è stata una bella scoperta con l’installazione-performance a carattere site specific. Ecco così che Chiesa ha saputo valorizzare  gli spazi più rappresentativi del paese: il Castello della Lucertola, la Torracca e la Piazza con “Ligthness”, un lavoro che nasce come conseguenza del residency program dell’Atelier A. L’azione di Chiesa da realizzare in situ, con il coinvolgimento di alcuni abitanti del luogo, nasce da una riflessione attorno al celebre palindromo latino “In girum imus nocte et consumimur igni” utilizzato da Guy Debord nel 1978 per la realizzazione del suo film, che già andava oltre la metafora del vivere come squallido e perpetuo consumarsi nei desideri, per assurgere ad una sorta di purificazione con immane fatica. Come spiegano congiuntamente gli eclettici Roberta Agostini- scenografa, costumista ed art director- e Gabriele Rosso -designer ed esperto in comunicazione visiva- “da una condizione interna e interiore l’artista è partita per realizzare una azione in esterno, collettiva e partecipata. L’architettura simbolica del lavoro è sorretta delle tracce storiche, atmosferiche ed esistenziali intercettate dall’artista nel corso del tempo residenziale”.

L’ATELIER A- Tra le ultime piacevoli fatiche dell’Atelier A la promozione di un progetto residenziale per artisti, provenienti dall’Italia e dall’estero, volto a valorizzare l’antico borgo come luogo di riflessione, elaborazione, ricerca, condivisione ed in questo caso specifico ospitando Eleonora Chiesa. Il contributo infatti di Chiesa si inserisce all’interno di un ciclo di interventi, succedutisi dal 2012 ad oggi. L’evento è realizzato in collaborazione con Margherita Merega. La storia dell’Atelier A parte nel lontano ’97 con una mostra di incisione di rilevanza internazionale per rinascere come ambito multidisciplinare nel 2012, dando vita a tutto un nuovo concept di arte da vivere.

CHIESA- Eleonora Chiesa (Genova 1979), artista visiva e regista attiva nell’ambito performativo e video, incentra la sua ricerca su un lavoro progettuale ‘in progress’ incentrato sull’interazione corpo-ambiente con indagini tematiche sulla società contemporanea e i suoi derivati; politiche sociali ed economiche, rapporto tra umanità e natura, percezione del corpo come estensione della coscienza sono i temi sui quali l’artista ha concentrato le sue ultime ricerche.

Sempre e solo grande arte tra le storiche mura di Apricale!

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