Matteo Masum
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Fabio Aru, da promessa a campione: la Vuelta è il trampolino

Due podi al Giro, un quarto posto e una maglia rossa nella Vuelta. Il futuro è già presente

Fabio Aru, da promessa a campione: la Vuelta è il trampolino
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Non possiamo prevedere l’esito conclusivo della Vuelta, anche se le indicazioni sulle prime salite sono state abbastanza eloquenti. Certamente, possiamo sancire l’ingresso nel ristretto club dei grandi del ciclismo di Fabio Aru, il quale si conferma ogni giorno di più un corridore in grado di ambire ai risultati più prestigiosi. La maglia rossa al Giro di Spagna potrebbe rappresentare, per il fenomeno sardo, un vero e proprio trampolino di lancio.

TALENTO PRECOCE – Una volta, a 25 anni si era ancora un ragazzino nel ciclismo, visto che, a parte i fuoriclasse assoluti, la maturità era raggiunto intorno ai 28-29 anni. Oggi non mancano i talenti esplosi con largo anticipo rispetto al cursus honorum tradizionale. Quintana e Sagan sono i due esempi più clamorosi, ma anche Fabio Aru non può più essere considerato una promessa del futuro, visti i risultati ottenuti negli ultimi due anni. Due podi consecutivi al Giro d’Italia, e non proprio dietro gli ultimi arrivati (Quintana e Uran prima, Contador poi), e la leadership provvisoria alla Vuelta, insieme al quinto posto dello scorso anno, certificano un livello altissimo e già competitivo rispetto ai grandissimi. Il futuro sembra spalancato.

LA PERSONALITA’ DEI GRANDI – Per essere un campione, ovviamente, serve la testa, oltre alle gambe. A Fabio Aru non è mai mancata, fin qui, la capacità di ascoltare il proprio corpo, capendo, senza l’ausilio di computerini vari, quando è il momento di attaccare e quando invece occorre temporeggiare. Questo testimonia una maturità di alto profilo, non comune in un ragazzo di 25 anni. In più, il sardo ha la sfrontatezza e la personalità per affrontare chiunque, senza alcun timore reverenziale, ben consapevole della forza raggiunta e dei limiti che possono essere affrontati.

Non sappiamo come finirà la Vuelta. Magari, non ce lo auguriamo, Aru verrà sconfitto e non agguanterà nemmeno il podio. Siamo tuttavia consapevoli di trovarci difronte ad un grande campione. Non futuro. Il futuro è già iniziato.

Matteo Masum

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