Roberto Cusimano
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Le 7 esultanze-provocazione della storia del calcio

Quando segnare non è più sinonimo di gioia ma diventa una sorta di vendetta...

Le 7 esultanze-provocazione della storia del calcio
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Non importa se ti chiami Cristiano Ronaldo o Pinco Pallino, dopo aver fatto un goal è del tutto normale esternare la propria felicità esultando nel modo che meglio si ritiene opportuno. Per fortuna, o purtroppo, esistono centinaia di modi diversi di esultare: siamo lontani dai tempi in cui si usava solo correre sotto la curva dei propri tifosi e gioire con loro. Per fortuna perché è bello scoprire fino a che punto arriva la creatività di alcuni calciatori, purtroppo poiché alcuni di loro a volte esagerano con provocazioni, offese o gesti che hanno poco a che fare con il mondo del calcio. E se da un lato è sempre divertente o piacevole vedere il francese Gomis esultare con il gesto della pantera, Oba Oba Martins fare le capriole o la squadra dello Stjarnan esibirsi in assurde (quanto geniali) esultanze, ci sono da segnalare anche delle controverse esultanze dove la componente provocatoria è molto alta. Nella storia del calcio ce ne sono state e ce ne saranno ancora tante, ne abbiamo selezionate sette.

7) SAMUEL ETO’O – Guai a dire che il camerunense è un giocatore finito. Nemmeno se ti chiami Mourinho puoi fare certe affermazioni perché si corre il rischio di fare figuracce. L’allenatore portoghese infatti aveva definito l’attaccante ex Inter un “vecchietto”, Eto’o ovviamente non l’ha mica presa bene ma ha dimostrato di poter essere ancora decisivo continuando a segnare, e nel corso di un’esultanza ha risposto a Mou appoggiandosi chinato nella bandierina del calcio d’angolo quasi come fosse un vecchio che necessita del bastone. Lui, nonostante i 34 anni, corre e segna ancora tanto.

6) JIMMY BULLARD – Poco nota a molti l’esultanza fantasiosa ma nello stesso provocatoria che rese famoso l’ex centrocampista di Fulham e Hull City Bullard. Era il 2009 quando il leader della squadra orange realizzò la rete del pareggio contro il Manchester City e per esultare sbeffeggiò, insieme ai compagni, l’allora tecnico Phil Brown che a sua volta un anno prima aveva mortificato i suoi giocatori in campo definendo il loro modo di giocare “da cani”. In quel caso si prese una bella rivincita.

5) FRANCESCO TOTTI – Il capitano ci ha sempre abituato ad esultanze particolari, specialmente nei derby contro la Lazio. Dal vecchio “Vi ho purgato ancora” al più recente selfie non si è mai fatto mancare la creatività. Ma è dell’ultimo che vogliamo parlare, quello  dello scorso maggio decisivo per il secondo posto. Dopo tutte le discussioni che c’erano state in merito al giorno in cui si doveva disputare la gara (poi giocata di lunedì per richiesta dei biancocelesti) i ragazzi di Garcia hanno vinto 2-1 e Totti, pur non avendo segnato, a fine gara ha esibito una maglietta con due scritte, una davanti (“stai sempre a parlà, adesso che ti inventi?”) e una dietro (“Game Over”) con chiaro riferimento al Presidente della Lazio Claudio Lotito.

4) MAURO ICARDI – Era l’aprile dell’anno scorso quando l’argentino si presentò a Marassi nel suo vecchio stadio affrontando l’ex amico Maxi Lopez al quale ha “rubato” la bella Wanda Nara. Il primo sentore che qualcosa quel giorno doveva accadere si era avuto nel pre-match con Lopez che rifiutò di stringere la mano a Icardi. Durante la gara il nerazzurro segnò due reti, il blucerchiato rimase a secco. Ma è stata in particolare l’esultanza dopo la prima rete a infastidire giocatori e tifosi di casa, con Icardi che si era portato le mani verso l’orecchio come a voler dire “Urlate più forte”, gesto che gli valse il cartellino giallo.

Balotelli del Milan con la celebre maglietta "Why Always Me?" indossata ai tempi del City

L’esultanza polemica di Balotelli dopo la rete nel derby

3) MARIO BALOTELLI – Come dimenticare la famosa maglia mostrata da Balotelli con scritto “Why always me?” esposta dopo aver realizzato la rete del vantaggio nel derby contro lo United qualche stagione fa. L’attaccante ora in forza al Milan veniva da un periodo turbolento, tutto il mondo sembrava avercela con lui. Ma una ragione c’era, anzi più di una. Il fatto di frequentare troppe ragazze, di lanciare freccette ai bambini, di aver quasi dato fuoco a casa sua mentre si divertiva a sparare i fuochi d’artificio, insomma di essere tutto tranne che una persona con la testa sulle spalle. Ecco perché sempre tu Mario!

2) ENZO MARESCA – Il derby della Mole è in Italia uno dei più sentiti e ogni anno Juve e Toro non si risparmiano minimamente lottando fino all’ultimo per avere la supremazia della città. Nel campionato 2001/02 sia all’andata che al ritorno ci furono due gare altamente spettacolari. Un allora giovane Maresca, che mai riuscì a sfondare coi colori bianconeri, si permise di esultare facendo le corna del Toro dopo la rete del 2-2 realizzata al minuto ottantotto facendo imbestialire la tifoseria granata. La forte rivalità tra le due compagini quel giorno ebbe un picco vertiginoso.

1) ROBBIE FOWLER – Grande giocatore in campo, molto amato dai suoi tifosi tanto da averlo soprannominato “God”, ricco, famoso cosa volere di più? Essere ricordato per un’esultanza molto poco carina durante un derby del Merseyside. La premessa è che quanto affermato prima non sia vero per l’altra parte di Liverpool, quella Toffees (cioè i sostenitori dell’Everton) che lo consideravano solo un cocainomane che si credeva il nuovo Maradona. La risposta dell’inglese dopo aver realizzato un rigore sarà esultare facendo finta di sniffare la linea di fondocampo. Gesto che in particolare gli amanti del calcio inglese ricorderanno e che passerà alla storia. Gesto che costò all’attaccante quattro giornate di squalifica e ben 60 mila sterline di multa.

Roberto Cusimano

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