Gianluca Nucci
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Juventus, è solo un passo falso: 5 motivi per non parlare di crisi

2 sconfitte su 2 e 0 punti in classifica. Juve in crisi? No, ci sono almeno 5 buoni motivi per considerarli soltanto due passi falsi.

Juventus, è solo un passo falso: 5 motivi per non parlare di crisi
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Tra gli editoriali dei giornalisti e l’ironia spropositata del web non si è perso tempo nelle ultime ore a parlare di una crisi della Juve, che dopo aver stabilito il record negativo di 0 punti nelle prime 2 giornate sembra essere caduta nella fine del ciclo vincente, perdendo addirittura il ruolo di favorita a vincere lo scudetto.

Anche se queste sconfitte, considerato il modo in cui sono arrivate nel caso della gara dell’Olimpico, devono essere un campanello d’allarme per mantenere alta la concentrazione e giocare con l’umiltà che caratterizza la Juventus sin dal primo di anno di Conte, ci sono almeno 5 buoni motivi per considerarle solo come 2 passi falsi.

Juventus: Claudio Marchisio, pronto a sostituire Pirlo

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ASSENZE IMPORTANTI – La prima vera scusante che balza all’occhio di chiunque sono i nomi che hanno composto la Juventus nelle prime due giornate, soprattutto a centrocampo. Sturaro e Padoin infatti, pur essendo stati delle ottime alternative nella scorsa stagione e potenzialmente tali anche in quella attuale, non possono essere le prime scelte di una squadra vice campione d’Europa. La scarsa qualità che il centrocampo bianconero ha mostrato in queste prime uscite è stata evidente, e la sensazione è che con i rientri della garanzia Marchisio e di un giocatore dal grande spessore come Khedira, la situazione non possa far altro che migliorare.

SI ATTENDE IL VERO POGBA – Chi invece in campo c’era ma sembra abbia mandato soltanto il fratello (tra l’altro calciatore) è sicuramente Paul Pogba. Il francese visto finora infatti è apparso davvero un altro giocatore rispetto a quello straripante degli scorsi anni, capace di risolvere la partita con una giocata da pochi imitabile. Che il giocatore abbia steccato in queste prime 2 uscite ci può stare, ma se Paul Labile Pogba torna ai suoi livelli standard, allora Allegri può star più che tranquillo che il centrocampo bianconero è in ottime mani.

SQUADRA ANCORA IN RODAGGIO – Inoltre, la Juve ha davvero completato un’operazione di rifondazione. Pirlo, Vidal e Tevez hanno lasciato la causa bianconera per motivi diversi, e Marotta non ha esitato a lasciar la rosa competitiva con una campagna acquisti ricca e numerosa, fatta di nomi quali Dybala, Mandzukic, Khedira, Zaza, Cuadrado, Alex Sandro, Lemina e, per ultimo, Hernanes. È chiaro per integrare tanti giocatori di questo calibro in una squadra già formata, che viene da 4 scudetti consecutivi, occorre diverso tempo, specie se si vuole rendere subito al massimo. Anche per questo motivo Allegri, fatta eccezione per Mandzukic, ha dosato l’utilizzo dei nuovi in maniera graduale (Dybala in particolare), ma una volta che tutti questi giocatori avranno assorbito i meccanismi della squadra vice campione d’Europa, la sensazione è che la Juve possa tornare a primeggiare in Italia.

PARTITA PIU’ DIFFICILE DELLA STAGIONE – Qualità di calcio che invece è stata pessima nella partita con la Roma, fatta di un primo tempo praticamente da sottomessa, con i giallorossi che a stento permettevano agli avversari di superare la linea di centrocampo. Ciò che molti hanno sottovalutato però è che la Juve ha praticamente affrontato la partita più difficile della stagione in Serie A. Nella seconda giornata i bianconeri si sono trovati catapultati a giocare il primo big match del campionato contro la diretta concorrente per il titolo, in un’atmosfera, quella dell’Olimpico, caldissima e difficile da ignorare. La trasferta più difficile della stagione è ormai andata: ormai nel calendario bianconero ci sono soltanto gare apparentemente più semplici da affrontare di quella dell’Olimpico.

MENTALITA’ VINCENTE – Infine, proprio dalla gara dell’Olimpico, tra i tanti punti negativi usciti fuori, è risaltato lo stesso fattore positivo che ha sempre caratterizzato la Juventus negli ultimi anni: la mentalità vincente. Il primo appuntamento della stagione infatti, quello in Supercoppa contro la Lazio, non è stato assolutamente fallito dagli uomini di Allegri; e negli ultimi 10 minuti della gara con la Roma, lo spirito visto dai bianconeri è sembrato lo stesso di sempre, capace di recuperare due gol ai vice-campioni d’Italia in inferiorità numerica, se non fosse stato per la grande parata di Szczezny su Bonucci.

Insomma, i punti da cui ripartire ci sono eccome; i punti su cui lavorare anche. Ciò che non figura nella Juventus, ma solo all’esterno, è la parola “crisi”, perché ci sono almeno 5 buoni motivi per cui la Juve è la stessa Juve di sempre, che ha commesso soltanto due piccoli passi falsi.

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