Gianpiero Farina
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Lazio, stavi ancora a Leverkusen?

Biancocelesti asfaltati 4-0 dal Chievo

Lazio, stavi ancora a Leverkusen?
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Ma stiamo ancora a Leverkusen“. Questo probabilmente sarà stato il pensiero di molti tifosi laziali. Un Chievo coriaceo, grintoso, brillante che gioca da squadra. Insomma non era il Bayer. Però il risultato è stato lo stesso. Anzi le cose sono andate molto peggio. Lazio asfaltata 4-0 al Bentegodi e sotto di tre gol già dopo il primo tempo. Merito ai ragazzi di Maran, meritamente in testa a punteggio pieno, ma i biancocelesti sono sembrati la brutta copia di quelli ammirati lo scorso anno.

UN, DUE, TRE CHIEVO! – I capitolini partono in maniera discreta, ma è solo un fuoco di paglia. Meggiorini e Paloschi mettono subito in chiaro le cose e Birsa completa l’opera. Lazio inguardabile. Berisha non dà sicurezza, la difesa balla con un De Vrij irriconoscibile, Parolo non corre, Cataldi non prende in mano la manovra, Candreva, Kishna e Keita non pungono e i loro cross finiscono sempre nella terra di nessuno. Perchè in area la punta non c’è. E il Chievo  sembra la versione nostrana, casareccia e provinciale del Bayer Leverkusen. Nel secono tempo Paloschi serve il poker e la Lazio esce dal Bentegodi con le ossa rotte.

ASSENZE E MERCATO – Ovviamente il pensiero va agli assenti Marchetti, Biglia, Klose e Djordjevic. Ma non possono essere una scusante. La Lazio ha offerto una prestazione orribile, inguardabile ed inspiegabile. Ci si aspettava una reazione e un riscatto dopo mercoledì notte, ma invece è calato ancora di più il buio. Il mercato, ovviamente, sale sul banco degli imputati.  Lotito in tribuna scuoteva la testa. Ma, forse, ha più diritto di farlo chi a giugno ha sentito parlare di nuova era e invece continua ad assistere ad un film visto e rivisto troppe volte. Manca un giorno alla fine del calciomercato. Che qualcuno, in casa Lazio, si decida a provare a cambiare la scenografia ed il finale? Gli spettatori attendono con ben poca speranza, convinti però di meritarsi ben altro.

Gianpiero Farina

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