Gianpiero Farina
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Lazio, il sogno si infrange. Ma forse è solo la normale conclusione…

Un mercato non all'altezza la principale causa dell'eliminazione

Lazio, il sogno si infrange. Ma forse  è solo la normale conclusione…
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Bayer Leverkusen-Lazio 3-0. I tedeschi accedono alla fase finale di Champions League. Çalhanoğlu, Mehmedi e Bellarabi infrangono il sogno dei biancocelesti.  Troppo timorosa e impaurita la squadra di Stefano Pioli, che ha tenuto botta nel primo tempo per poi sparire dal campo nella ripresa. L’espulsione di Mauricio è stata la mazzata, la ciliegina su una torta dal sapore sin troppo amaro. Niente Europa che conta per la Lazio, che retrocede in Europa League. Una competizione comunque da onorare.

MA FORSE E’ LA NORMALE CONCLUSIONE… – Quando i sogni vaniscono rimangono solo l’amaro in bocca e la delusione. Partono i soliti discorsi su chi è sceso in campo e chi no. Cataldi al posto di Onazi? Gentiletti al posto di Radu? Ma sì forse cambiava tutto. Anzi forse non cambiava nulla. Nessuno può saperlo. Non vi sono certezze. Stefano Pioli non è infallibile, ci mancherebbe. Ma probabilmente in panchina sentiva un po’ di freddo. No, nessuna temperatura polare in quel di Leverkusen. E’ un freddo derivante dalla sindrome della coperta corta aggravvata dal virus chiamato mi mancano Marchetti, Biglia, Klose e Djordjevic. E già le assenze E già la coperta.  E allora la mente va a chi disse “Questa squadra è difficilmente migliorabile”. Avete mai sentito un dirigente del Barcellona, del Real Madrid o del Bayern Monaco dire una frase del genere? “Conta vincere non comprare”, disse Claudio Lotito a dei tifosi che sollecitavano acquisti. Peccato che per vincere servano giocatori. Personalità ed esperienza. Sentirete molto spesso queste parole nelle analisi della partita, perché è ciò che alla Lazio è mancato. E non può essere un caso se quello con più presenze in Champions era Ricardo Kishna, un ventenne arrivato dall’Ajax. Quest’eliminazione, insomma, non è altro che la naturale conclusione di un mercato non all’altezza, di un atteggiamento spocchioso e arrogante che non porterà lontano. Perchè sì, ci si può aggrappare alla sfortuna delle assenze, ma la fortuna aiuta gli audaci. E oggi gli unici audaci sono sembrati i quasi 2000 sostenitori biancocelesti. Il loro amore e la loro passione per la Lazio è l’unica cosa che, nella notte della Bayarena, è apparsa difficilmente migliorabile.

Gianpiero Farina

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