Francesco Scafidi
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Tra nuove promesse e vecchie certezze, i segreti del Torino di Ventura

I segreti del Torino di Ventura, dalla rosa al minuzioso lavoro sul campo

Tra nuove promesse e vecchie certezze, i segreti del Torino di Ventura
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Il Toro ha preso il volo. Ormai parlare di sorpresa sarebbe alquanto erroneo visti i risultati della squadra di Cairo, però sicuramente il Torino è una delle note liete del nostro calcio.

NEW ENTRY – Va applaudito il cammino di una squadra partita tra mille critiche e protagonista di una campagna europea al di sopra di molte aspettative, capace anche di saper cambiare volto. Infatti grazie al tesoretto derivato dalla cessione dell’ex icona Matteo Darmian al Manchester United la dirigenza granata, sebbene spesso accusata di avere il “braccino corto”,  ha consegnato una lista di new entry di tutto rispetto: Belotti, Obi, Baselli e Zappacosta. Tutti giovani interessanti che accrescono indubbiamente il livello della squadra.

VECCHIA GUARDIA – La più grossa vittoria della dirigenza granata è sicuramente aver tenuto gran parte dei pilastri della rosa dello scorso anno: Bruno Peres è uno dei migliori esterni della serie A tanto da interessare seriamente alla Roma, Glik e Maksimovic danno garazie assolute sia dietro sia in zona gol, Quagliarella e Martinez sono sempre più preziosi nei meccanismi offensivi dell’allenatore. E poi Molinaro l’usato sicuro, Jansson che cresce, Benassi uno dei più convincenti anche in prospettiva. Tutte scelte volute da Gianluca Petrachi, il ds che non ama i riflettori e forse non è molto amato, ma sa come far coincidere le esigenze di bilancio e i desideri di Ventura.

PREPARAZIONE FISICA – Oltre ad una rosa di tutto rispetto bisogna però elogiare anche i meriti di Ventura e del suo staff. Sin dal ritiro quest’anno è stato introdotto un nuovo sistema di allenamento, finalizzato a migliorare le prestazioni di ciascun giocatore, puntando non solo sui classici esercizi di mobilità e potenziamento fisico ma anche sul puntellamento delle prestazioni bioenergetiche. I giocatori hanno seguito una dieta suddivisa in 5 pasti, un regime di alimentazione necessario per compensare le quasi 3600 calorie consumate dai calciatori durante le due sessioni di allenamento giornaliere. Infatti i calciatori possono percorrere una media di 10 km durante una partita – i centrocampisti addirittura superare la soglia dei 15 km – consumando una quantità di calorie variabile tra 1500-3000 in funzione della corporatura del giocatore. Il miglioramento di tutti questi dettagli viene considerato dallo staff di mister Ventura fondamentale per garantire un rendimento eccellente e prestazione ottimali dall’inizio della stagione fino al termine del campionato.

Non potendo contare su un fatturato da big come quello dei cugini bianconeri o degli altri grandi club della Serie A, il Torino FC ha deciso di intraprendere una strategia di gestione societaria che cura tutti gli aspetti nei minimi dettagli, dal calciomercato alla preparazione fisica. La continuità in panchina e a livello dirigenziale paga sempre e il Torino resta uno dei modelli gestionali da seguire per mantenersi sempre a livelli medio-alti in un campionato difficile come quello italiano.

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