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Ciclismo

Olimpiadi 2012, ciclismo su strada: oro a Vinokourov, disfatta della Gran Bretagna

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LONDRA, 29 LUGLIO – La tanto attesa gara di ciclismo su strada si è conclusa con la vittoria dell’inaspettato kazaco Alexandr Vinokourov. I veri sconfitti sono sicuramente i britannici, vero dream team del ciclismo a squadre, che con le loro punte di diamante, Mark Cavendish e Bradley Wiggins, sono stati sicuramente i più temuti prima della partenza. Il campione del mondo non ha saputo fare di meglio di un 29° posto, inimmaginato alla vigilia. Un percorso quello olimpico caratterizzato da un immensa folla gioiosa di circa 1 milione di spettatori sparsi sui lati di tutto il circuito. Una vittoria sicuramente meritata quella del ciclista asiatico, che recuperato il gruppo di fuggitivi formatosi ad inizio competizione, era in un blocco formato da circa 30 corridori. A 8 chilometri all’arrivo c’è stata però la svolta della gara. Rigoberto Uran, venticinquenne columbiano, sferra l’attacco decisivo partendo per un assolo finale ed è lì che si inserisce il campione dell’Astana, che è l’unico che risponde alla fuga, affiancanolo fino a poche decine di metri dall’arrivo dove anticipa lo sprint a due, vincendo una delle megaglie olimpiche più prestigiose, nell’ultima apparizione della sua carriera. Da registrare a venti minuti dall’arrivo la caduta dell’altro grande atteso alla partenza, lo svizzero Cancellara, che finisce a terra perdendo il gruppo di testa. Il bronzo va al norvegese Alexander Kristoff, terzo dopo la volata del gruppone.

GARA AMARA PER L’ITALIA – La squadra, guidata da Paolo Bettini, ha lavorato molto dimostrandosi spesso come punto di riferimento della corsa, ma il bottino raccolto è stato molto povero. Il CT si è dimostrato però soddisfatto: “Abbiamo fatto una grande corsa, questo volevo, questo è successo”. Il miglior piazzamento italiano è stato quello del trentacinquenne Luca Paolini, 9°. Nibali (98°) è stato in fuga per tre ore e Modolo ha concluso 96° dietro a Viviani 38°.

Ordine d’arrivo (primi 50)
1     Alexandr Vinokurov (Kazakhstan)     5:45:57
2     Rigoberto Uran Uran (Colombia)
3     Alexander Kristoff (Norvegia)    + 0:00:08
4     Taylor Phinney (USA)
5     Sergey Lagutin (Uzbekistan)
6     Stuart O’grady (Australia)
7     Jurgen Roelandts (Belgio)
8     Gregory Rast (Svizzera)
9     Luca Paolini (Italia)
10     Jack Bauer (Nuova  Zelanda)
11     Lars Boom (Olanda)
12     Jakob Fuglsang (Danimarca)
13     Rui Alberto Faria Costa (Portogallo)
14     Luis Leon Sanchez Gil (Spagna)
15     Roman Kreuziger ( Repubblica Ceca)
16     Sergio Luis Henao Montoya (Colombia)
17     Andriy Grivko (Ucraina)
18     Alejandro Valverde Belmonte (Spagna)
19     Philippe Gilbert (Belgio)
20     Sylvain Chavanel (Francia)
21     Janez Brajkovic (Slovenia)
22     Fumiyuki Beppu (Giappone)
23     Robert Gesink (Olanda)
24     Alexandr Kolobnev (Federazione Russa)
25     Lars Petter Nordhaug (Norvegia)
26     Jonathan Castroviejo Nicolas (Spagna)
27     Andre Greipel (Germania)
28     Tom Boonen (Belgio)
29     Mark Cavendish (Gran Bretagna)
30     Arnaud Demare (Francia)
31     Francisco Jose Ventoso Alberdi (Spagna)
32     Murilo Antonio Fischer (Brasile)
33     Tyler Farrar (USa)
34     Peter Sagan (Slovacchia)
35     Andrey Amador Bakkazakova (Costa Rica)
36     Bernhard Eisel (Austria)
37     Kam-Po Wong (Hong Kong, China)
38     Elia Viviani (Italia)
39     Hector Hugo Zamarron Rangel (Messico)
40     Daryl Impey (Sud Africa)
41     Matti Breschel (Danimarca)
42     Radoslav Rogina (Croazia)
43     Assan Bazayev (Kazakhstan)
44     Jose Joaquin Rojas Gil (Spagna)
45     Miguel Ubeto Aponte (Venezuela)
46     Borut Bozic (Slovenia)
47     Ramunas Navardauskas (Lituania)
48     Yukiya Arashiro (Giappone)
49     Manuel Antonio Leal Cardoso (Portogallo)
50     Rene Mandri (Estonia)

A cura di Giovanni Lorenzi

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