Enrico Steidler
1 Comment

Lecca che ti passa: la pubblicità del gelato e la terza media delle coscienze

Una gelateria di Ravenna si pubblicizza con il "classico" gelato allusivo. Quando il buon gusto è solo questione di panna o cioccolato

Lecca che ti passa: la pubblicità del gelato e la terza media delle coscienze
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Ricordate la réclame dei jeans Jesus, quella che sollevò un vespaio di polemiche e fece inorridire Pasolini? Erano i primi anni ’70, e l’immagine di due chiappe da urlo rivestite da un paio di short minimalisti fece il giro del mondo.Chi mi ama mi segua“, diceva lo slogan, e come nei vecchi 45 giri accanto al Lato B c’era pure quello A (la foto di una ragazza coi pantaloni maliziosamente sbottonati e un “comandamento” a dir poco azzeccato: Non avrai altro jeans all’infuori da me“). Firmata da due professionisti del calibro di Emanuele Pirella e Oliviero Toscani, la pubblicità dei Jesus è passata alla storia. Giustamente. Sì, perché di quella réclame si poteva, e si può, dire di tutto e di più – eccessiva, squallida, irriverente, blasfema, ecc. – ma una cosa non si potrà mai negare: era, ed è, geniale.

Jeans Jesus, quelli sì che erano bei tempi...

Jeans Jesus, quelli sì che erano bei tempi…

NON SOLO CONI – Figlia dei suoi tempi, quindi, anni in cui la creatività e la qualità si vedevano ovunque, dal cinema alla musica, dalla televisione ai messaggi pubblicitari. Oggi non è più così: Fellini e Battisti non hanno lasciato eredi, e il discorso vale anche per i “creativi” dell’advertising, professionisti o meno che siano. Sono decenni, infatti, che l’ostentazione del sesso (da sempre associato a qualsiasi bene di consumo, dal gelato al pneumatico) si è appiattita ai più infimi livelli, e l’immagine della ragazza lecca-lecca proveniente da Ravenna è identica a mille altre: coni-gelato, certo, ma anche banane, bibite con la cannuccia, tubetti spruzza-crema e persino cetrioli, questi ultimi usati anche in modo “leggendario” (vedi foto in basso). Qui di scandaloso non c’è la volgarità, diciamolo chiaramente, ma solo la mancanza di idee.

...quasi quasi meglio il gelato...

…quasi quasi meglio il gelato…

IL MAITRE-A-PENSER DEL PISTACCHIO – Certo, la mercificazione del corpo femminile (“Ora basta, boicottiamo quella gelateria!”, tuonano dalle parti del Pd ravennate. “Ma state zitti finti perbenisti!” replicano Forza Italia e M5S) non è mai una bella cosa, non coincide mai con il buon gusto, quindi solo grandi dosi di intelligenza – i cui segni si rintracciano innanzitutto nell’originalità – possono renderla presentabile e riscattarla almeno in parte. Non è questo il caso della “golosa” romagnola, naturalmente, così come non è il caso di infierire su chi lo fa già così bene da solo: “Per quanto ci riguarda non offendono nessuno – scrive il titolare della gelateria Nova, signor Bertozzi, facendo riferimento alle foto che gli hanno procurato tanta notorietà – ma per non creare problemi gravi a queste persone che si sentono chiamate in causa le immagini per ora sono state tolte. Non lo troviamo giusto, perché così si limita la nostra libertà, però le abbiamo tolte. Vorremmo però far notare – conclude il gelataio-maître à penser – che non solo in giro c’è molto di peggio, ma che la reazione probabilmente sarebbe stata diversa se nella foto fosse stato un uomo a leccare la coppetta (!) di gelato, come nelle immagini incriminate. Chi parlerebbe di sessismo, allora?”.

Grande Bertozzi, quanta fatica risparmiata! Sessismo? No, qui il vero problema è la terza media della coscienze, e lei lo ha illustrato in modo esemplare. Roba da leccarsi i baffi, continui così.

Enrico Steidler

Share Button

One Response to Lecca che ti passa: la pubblicità del gelato e la terza media delle coscienze

  1. marco 20 agosto 2015 at 17:20

    proprio come TANTI giornalisti (o giornalai?), titoloni esagerati e articoli ridicoli

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *