Gianpiero Farina
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Almeno i trofei no!

Liquidazione totale in casa Parma, ma qualcosa dovrebbe essere salvato...

Almeno i trofei no!
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Www.fallimentiparma.com. Basterebbe questo per spiegare tutto. Un sito per una liquidazione totale, come un negozio di un abbigliamento. Solo che stavolta stiamo parlando del Parma, società calcistica. Tutto all’asta per i ducali: centinaia di oggetti contenuti nella sala stampa, negli uffici, nella sala mensa e negli spogliatoi. Ma c’è qualcosa che andrebbe salvato assolutamente senza se e senza ma: i trofei.

LA STORIA NON PUO’ ESSERE VENDUTA – Tre Coppa Italia, una Supercoppa Italiana, una Coppa delle Coppe, 2 Coppe Uefa e una Supercoppa Europea: tutto questo non può essere messo in vendita. I trofei come ricordo di una passato glorioso e vincente, come ancora a cui aggrapparsi per ripartire. E poi si, la bacheca è riempita da chi scende in campo e vince le partite, dai presidenti che investono fior di quattrini, ma i proprietari sono soprattutto i tifosi. Troppe volte si parla dell’anima violenta del tifo, che con quest’ultimo non ha nulla a che fare perché il tifo è amore, è passione. D’altronde non esistono altre parole per definire il gesto di quelle migliaia di persone che hanno sottoscritto l’abbonamento, così di getto e di impulso. Perché il sentimento per i propri colori non conosce limiti e categorie. Ma al tifoso non gli puoi togliere ciò per cui ha urlato, gioito e pianto di felicità. Ogni attimo vissuto accanto alla squadra del cuore fa parte della sua storia e questa non può essere venduta. I trofei del Parma sono della città di Parma e dei parmensi. Anche solo l’idea che qualcuno, chiunque esso sia, possa comprarli, tra l’altro con che titolo, sarebbe un’ingiustizia sportiva. E nel capoluogo emiliano di ingiustizie, quest’anno, ne hanno vissute sin troppe. Perché infilare il dito nella piaga e regalargliene un’altra? I  trofei restino a legittimi proprietari. Possono rappresentare i sassi su cui costruire una nuova strada.

Gianpiero Farina

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