Cristy Marinari
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Lazio, ecco perchè credere ancora in Stefano Pioli

Dopo un inizio non entusiasmante, ecco i 3 motivi per cui credere ancora nel tecnico biancoceleste

Lazio, ecco perchè credere ancora in Stefano Pioli
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A giugno 2014 Stefano Pioli eredita la panchina di Edy Reja ed una Lazio che usciva da una stagione per nulla positiva: nona in classifica, la squalifica di Stefano Mauri, la cessione di Hernanes e la contestazione dei tifosi. Una squadra con le ossa rotte e lo scontento generale che ruotava intorno a Formello. Fu accolto con scetticismo ed in un clima di incertezze, ma dal suo arrivo ha convinto con una mentalità di gioco più che aggressiva che puntava al secondo posto in classifica, raggiunto e poi perso per un soffio. Ha conquistato tutti guadagnandosi un paragone tanto pesante quanto onorevole: la Lazio del 2014/2015 è stata paragonata alla Lazio del 1974 e Stefano Pioli all’indimenticato allenatore del primo scudetto Tommaso Maestrelli. Ma dopo la sconfitta in Supercoppa, il tecnico ex Bologna è di nuovo stato oggetto di critiche. Ma, a meno di una settimana dal preliminare, noi cerchiamo di capire perché il mister biancoceleste merita ancora fiducia.

MENTALITA’ DI GRUPPO– Per Stefano Pioli non conta in nome sulla maglia, ma il simbolo che si porta. Ogni giocatore deve mettere da parte qualcosa di personale e mettere tutto a servizio del gruppo, la coesione prima di tutto.

ACCENTRATORE– L’allenatore è responsabile di tutto lo staff e condivide con questo ogni decisione, ma la sua cura dei dettagli è maniacale. Stefano Pioli è a conoscenza di tutto ciò che accade. Si gioca la domenica per come ci si allena, in questo crede ed ecco perché ha abituato la squadra ad allenarsi costantemente durante la settimana, perché anche se non esiste un vero e proprio sistema di gioco vincente, il giocatore deve essere abituato a leggere tutte le situazioni in campo.

RINASCITE E SCOPERTE– Il momento della svolta biacoceleste è arrivato a gennaio quando Stefano Pioli decise di dare fiducia a tutto il parco attaccanti. Miro Klose ha cambiato volto ed è tornato in doppia cifra. Un altro giocatore che non aveva ancora convinto era Felipe Anderson, ma Stefano Pioli ha deciso di accordargli fiducia e lui è esploso. Stessa fiducia in Lucas Biglia, che dopo essere stato un po’ in ombra, si è messo in luce diventando un top player da 50 milioni. Eh sì,perché l’allenatore della Lazio ci vede lungo. E nessuno può far meglio di lui.

 

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