Francesco Ricciardi
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Mihajlovic e le cinque scoperte: dal modulo a Rodrigo Ely, fino a Calabria

Alla scoperta delle cinque perle di Sinisa: giovani, atteggiamento e modulo

Mihajlovic e le cinque scoperte: dal modulo a Rodrigo Ely, fino a Calabria
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Sinisa Mihajlovic, allenatore del Milan

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Milan

Sinisa Mihajlovic, quanto basta per far capire al mondo del calcio come sia cambiata la mentalità rossonera. Interista dentro, rossonero tra poco. Sguardo da sergente di ferro, regole precise, guai a non rispettarle. Il Diavolo sveste Prada e indossa i panni di una nuova era, che ha il sapore di cambiamento. Sinisa al Milan significa diverso e i tifosi rossoneri lo sanno.

IL MODULO – D’accordo con Berlusconi, Mihajlovic ha scelto il 4-3-1-2, tanto caro al Presidente del Milan e a Carlo Ancelotti. Un Diavolo a due punte, anzi corna. Con il trequartista. Rigorosamente con il trequartista. Disciplina tattica, quella si che mancava da tempo in quel di Milanello. Tanto ordine, tanti compiti assegnati. Rodrigo Ely. Una scoperta fantastica. Arrivato dall’Avellino, il giovanissimo difensore si è messo subito agli ordini di Mister Sinisa ed è stato premiato con la titolarità fissa. Prestazioni sempre più convincenti e un istinto da leader difensivo. Potrebbe essere una delle carte vincenti del Milan di questa stagione. Davide Calabria. Ricordate questo nome, perchè non lo dimenticherete. Classe ’96, il giovanissimo terzino destro della Primavera di Brocchi ha convinto l’allenatore ex Samp e si è guadagnato il posto in prima squadra. Nasce terzino destro, ma si sa adattare anche a sinistra. Uno dei più promettenti. Grande capacità di Mihajlovic è quella di lavorare, e bene, con i giovani. Galliani e dirigenza possono dormire sonni tranquilli in queste acque. Infine l’atteggiamento. Non un Milan passivo, ma voglioso e propenso all’attacco. Il grande diktat di Berlusconi: attaccare, non difendere.

Per il resto serve tempo. I meccanismi mancano, non sono oleati e servirà del tempo e delle partite per vedere il vero Milan. I miglioramenti ci sono, manca la condizione. Per il resto c’è il mercato: un difensore, un regista e magari Ibra.

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