Enrico Steidler
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Sabrina Corgatelli, la iena bipede che uccide la caccia

Nè Homo nè Sapiens, nè cuore nè cervello: ecco chi è Sabrina Corgatelli, la ragioniera dell'Idaho con licenza di uccidere

Sabrina Corgatelli, la iena bipede che uccide la caccia
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Meravigliedella natura, seconda puntata. Dopo il grande successo internazionale riscosso da Anche un verme (Walter Palmer) può uccidere un leone“, ecco a voi le vigliacche avventure di Sabrina, la iena pettoruta che se la ridens su Facebook. Parente stretta di Melissa Bachman, un’altra serial-killer delle savane nota per l’umanità inversamente proporzionale al torace, anche Sabrina Corgatelli ama fare collezione di cadaveri (giraffe, antilopi, gnu, facoceri, coccodrilli, ecc.) e di like insanguinati. L’arma dei social network, però, è a doppio taglio, e quando è maneggiata da certe iene maldestre è come un boomerang che torna indietro colpendo al bersaglio piccolo: la testa.

GLI UTILI IDIOTI – Già, perché ad accomunare le iene (e i vermi) di cui sopra non c’è solo la confidenza con la morte, ma anche una caratteristica che la dice lunga sulle capacità della natura di rimediare ai propri errori: la stupidità. Fateci caso: tutti gli esemplari appartenti alla specie dei Sabrìnidi sono inguaribilmente idioti, quindi non hanno futuro. Resta solo da vedere se la loro estinzione precederà – come tutti si augurano – quella delle loro prede oppure no, ma nel frattempo il contributo che essi portano alla causa della civiltà non può passare inosservato. Un contributo involontario, naturalmente (sono stupidi…), ma forse decisivo.

Sabrina Cogartelli, il lato hot dei serial killer

Sabrina Corgatelli, il lato hot dei serial killer

PER UN PUGNO DIMI PIACE” – Prendete la Corgatelli, ad esempio. Dopo aver postato su Facebook una carrellata di immagini dove il sangue si mescola al sesso – per la gioia dei lettori di Libero – e di parole a dir poco avvilenti (“Secondo giorno, ho preso una meravigliosa giraffa. Un animale magnifico!! Non potrei essere più felice!!), il numero dei like alla sua pagina è più che triplicato, da 3000 a 10000. Un buon risultato, si direbbe a prima vista, ma si tratta pur sempre di quattro gatti rispetto ai milioni che ora vorrebbero catturarla per conservarla – in vita, naturalmente, e se del caso a vita – in un museo degli orrori. “Wow, hai ucciso una giraffa, un animale che non farebbe del male a una mosca. Sei disgustosa”…”Vergogna, hai ucciso qualcosa di molto meglio di te stessa”…”Hai i tratti di un serial killer. Chi è il prossimo? colpirai un piccolo umano per divertimento?”…

Sabrina Corgatelli, la iena se la ridens su Facebook

Sabrina Corgatelli, la iena se la ridens su Facebook

PUBBLICITA’ PROGRESSO – Nota bene. E’ vero che lo sputtanamento è l’unica forma di pubblicità accessibile a certi personaggi (“A tutti i nemici – replica la iena godendosi la risonanza internazionale – rimanete collegati, avrete molto altro per cui incazzarvi“), e tuttavia una domanda resta in sospeso: ne valeva la pena? No, ovviamente. Le foto postate dalla cacciatrice “sportiva“, infatti, giovano alla causa animalista più di mille campagne di sensibilizzazione e disarmano in un colpo solo almeno la metà dei potenziali imbecilli del futuro.

IL CRETINO FA LE PENTOLE E PURE I COPERCHI – All’altra metà, poi, ci pensa Aaron Neilson, noto cacciatore e compagno di Sabrina, che cerca di salvare iena e vermi perorando la causa di questi ultimi: “Primo, è un leone e non ‘Cecil‘, Bob, Sammy o qualsiasi altro dannato nome umano” scrive Neilson facendo riferimento alla vittima di Walter Palmer. “È un leone selvaggio che vive in un parco nazionale. Punto (…) Nelle ultime settimane ho ucciso due leoni e mi sono molto divertito (…) Io sono un cacciatore e non mi scuso, non indietreggio e non mi nascondo” conclude il parassita dell’ambiente rispondendo a chi ha minacciato lui e la sua compagna di agguati:Sono sempre armato e pronto“.

Insomma, potevano uccidere e starsene zitti, ‘sti due fessi disumani, e invece no: sono armati e pronti a farsi del male. Lasciamoli fare.

Enrico Steidler

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2 Responses to Sabrina Corgatelli, la iena bipede che uccide la caccia

  1. laura 4 agosto 2015 at 17:51

    splendido articolo!

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  2. Pierpaolo 9 agosto 2015 at 14:27

    Non manifesterò il mio sdegno né il mio disgusto per questi esemplari che, se mai ce ne fosse bisogno, gridano a gran voce la statura sempre più misera del nostro genere.
    Quello umano.

    Umano. Aggettivo che sta abbandonando (in questo caso in modo esemplare) sempre più il significato “che rivela sentimenti di comprensione e di equità, che ha un atteggiamento aperto, solidale verso gli altri”.
    Se nei confronti di nefandezze come i reality, che mostrano plotoni di inutili palestrati e tristi sgualdrine, i quali trascorrono i pomeriggi insultandosi, accusandosi di reciproche scorrettezze etico-sessuali, ciondolando per casa e facendo shopping e la notte alcolizzandosi e fornicando dopo una semplice annusata, insomma, se nei confronti di queste proposte di intrattenimento, il mio auspicio – nonché il mio atteggiamento – è il silenzio della parola detta, scritta e postata ma soprattutto del telecomando, nel caso in questione è un altro.
    E’ vero.
    La forza e la legittimazione – almeno ai loro occhi – di queste vergogne sta nella visibilità.
    Tuttavia è anche vero che milioni di pernacchie non possono non avere effetto.
    Mi piacerebbe che questo agisse su chi fornisce loro i permessi per frequentare il Serengeti o altri luoghi meravigliosi proprio perché ospitano gli esempi della magnificenza del creato; per lo meno quanto, grazie ai corgatelli che appestano la terra, ne resta faticosamente in vita.
    Vorrei che un pernacchio di eduardiana memoria facesse crollare il numero dei clienti del dentista walter palmer.
    In breve, la femmina dai tratti tristemente identici a tutte le siliconate botulinizzate con zigomi, nasi, seni che le rendono inconfondibili, si mostra e ci mostra la sua grande perizia e il suo coraggio.
    Una grande cacciatrice che, stante l’impossibilità di imbracciare un pesante fucile con ottica di precisione, utilizza un treppiede per reggere lo strumento con cui affronta gli animali che desidera fortemente immortalare. Forse i globi ridicolmente asimmetrici limitano la funzionalità del pettorale.
    La cosa non deve stupire.
    Nonostante io sia contro la caccia, capisco il desiderio dell’uomo di replicare un gesto che ha radici nella sua stessa storia. Per esso uccidere un animale ha significato garantire la sopravvivenza per sé e la propria tribù e allo stesso tempo mostrare coraggio, freddezza di fronte al pericolo di essere a propria volta vittime e forza fisica.
    I simili si sono scelti nei millenni, sulla base di questi requisiti.
    Non c’è nulla di tutto questo nel gesto della piccola, piccolissima corgatella o dello strisciante gualtiero palmiero.
    Un gesto tragicamente semplice che compiono con l’indice esattamente come un click, impersonale e definitivo.
    Seppelliamo le autorità che firmano loro i visti, le associazioni che salvaguardano la natura, di lamentele, non solo di click per esprimere un dislike.
    Abbiamo dalla nostra il numero, anche per molte altre cose ma è un altro discorso.
    Diversamente, il termine umano manterrà un solo, pericoloso significato
    “che riguarda l’uomo”.

    Pierpaolo

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