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Ranking UEFA, capriccio di primavera dimenticato ogni estate

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Il ranking Uefa porta brutte notizie all'Italia

Ci eravamo un po’ illusi con le gesta delle italiane in Europa League e la Juventus a Berlino. Qualcuno aveva iniziato a parlare di un’Italia calcistica rinata, di un ranking in rapida ascesa e di un futuro vicino ai fasti dello scorso decennio. Soltanto qualche capriccio e niente di più, in realtà. Fuori dai confini nazionali (a parte qualche rara eccezione) il calcio made in Italy è lontano anni luce dai colossi spagnoli, tedeschi e inglesi.

IL SOGNO DELLA QUARTA – La grande ambizione di riportare il nostro ranking nelle prime posizioni per avere quattro posti in Champions League è destinata a rimanere la chimera. L’ha dimostrato in parte il Napoli perdendo nella scorsa stagione contro il modesto Athletic Bilbao, lo conferma quest’anno il crollo della Sampdoria nel secondo turno preliminare di Europa League, un ostacolo tutt’altro che difficile per una formazione che aveva tanto incantato nei confini nazionali. Inutile ora incolpare Zenga, il mercato di Ferrero o una preparazione che di certo favoriva il Vojvodina: in campo internazionale le italiane pagano dazio da anni.

GLI OTTAVI A FATICA – Ciò che impedisce al ranking italiano di insidiare concretamente la terza posizione inglese è la cronica difficoltà a qualificare più di una formazione agli ottavi di finale. Nelle ultime due stagioni soltanto una squadra di Serie A è riuscita a superare lo scoglio dei gironi (Juventus nel 2015, Milan nel 2014), un numero irrisorio se si pensa che la Bundesliga ha piazzato tutte le 4 formazioni nella top 16 di entrambe le annate. Inoltre per ben due volte nelle ultime tre edizioni l’Italia ha schierato soltanto due compagini in Champions, a causa delle eliminazioni ai preliminari dell’Udinese ad opera del Braga nel 2012 e del già citato Napoli nel 2014. Sconfitte che costano caro e che pongono un interrogativo pesante: davvero l’Italia meriterebbe una quarta squadra nella competizione più prestigiosa?

LE AVVERSARIE – L’incapacità di alzare un trofeo internazionale è un fardello pesantissimo sulle spalle del nostro ranking. Le inglesi possono ancora contare nel conteggio dei punti UEFA sui successi in Champions (2012) ed Europa League (2013) del Chelsea, mentre le tedesche e le spagnole possono addirittura vantare delle finali derby nel 2013 (Bayern-Borussia) e nel 2014 (Atletico-Real Madrid). L’ultima coppa europea alzata da un’italiana è troppo lontana per essere considerata nel ranking, e l’impresa sfiorata dalla Juventus non basta ad invertire una tendenza che vede i team della Serie A sempre più lontani dalle partite che contano. Se si fa fatica a portare tre squadre ai gironi e due agli ottavi sognare la quarta è inutile. Si rischia soltanto di affrontare preliminari contro formazioni più preparate con l’unico alibi della preparazione fisica. E se il sogno europeo conquistato dopo una stagione sfuma in un preliminare di luglio è necessario porsi qualche quesito. Che non dipenda solo da allenatori e mercato, magari.

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