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Balotelli alla Lazio…ma ne varrebbe la pena?

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Balotelli del Milan con la celebre maglietta "Why Always Me?" indossata ai tempi del City

Non bastano le smentite di Lotito a far tacere le speculazioni circa un eventuale arrivo di Balotelli alla Lazio. È innegabile che i capitolini, qualora riuscissero a superare i preliminari di Champions e ad approdare alla fase a gironi, dovranno puntare su un nome di richiamo per rinforzare l’attacco che possa garantire rendimento, continuità ed esperienza internazionale a mister Pioli e portare entusiasmo tra i tifosi. È tuttavia Mario Balotelli il nome giusto, l’innesto auspicabile per migliorare la rosa biancoceleste?

GENIO E SREGOLATEZZA – La punta, sintesi perfetta del connubio tra genio e sregolatezza, ha dalla sua Mino Raiola, un procuratore determinatissimo a restituirgli il blasone e il lustro persi dopo una lunga fase discendente, un periodo buio e controverso che sembra aver definitivamente allontanato Balotelli dall’olimpo dei calciatori. Quale migliore prospettiva per lui, quindi, se non la Lazio? Una società che si è confermata tra le migliori italiane per efficienza e stabilità, in grado di ottenere un meritatissimo terzo posto e assicurarsi un palcoscenico internazionale per la prossima stagione, sia esso l’Europa maggiore o minore; una squadra guidata da un tecnico serio e professionale, dalle spiccate doti caratteriali e in grado di armonizzare il lavoro tecnico sul campo e la coesione tra giocatori e tifosi; uno spogliatoio unito e affiatato. L’ambiente ideale per Balotelli e, inserirsi negli equilibri di questo gruppo, gli consentirebbe di ritrovare la forma, la serenità perduta e, giocare con costanza, gli restituirebbe fiducia in vista dei prossimi Europei. Se non fosse che il patron Claudio Lotito, piuttosto perentoriamente, ha affermato che l’attaccante, attualmente in forza al Liverpool, non rientra nei parametri della società. Proprio la dirigenza inglese non sembra poi disposta a privarsene senza un’offerta adeguata e l’ipotesi del prestito non risolverebbe il problema dell’oneroso ingaggio del calciatore. Lo stipendio diviso tra le due società potrebbe rafforzare l’idea dell’approdo di Balotelli alla corte di Pioli, ma non si hanno ancora notizie concrete in tal senso. Proprio l’allenatore della Lazio, poi, potrebbe porre il veto su questa trattativa: non sono infatti da sottovalutare le difficoltà caratteriali del giocatore, impulsivo, spigoloso e così incline ai colpi di testa da aver creato un neologismo a loro dedicato: le celeberrime balotellate. Può un tecnico come Stefano Pioli riuscire a smussarne la personalità, domarne il temperamento, e contemporaneamente garantire tranquillità allo spogliatoio? Può la vicinanza ad un campione come Miroslav Klose, già mentore dei più giovani, giovare e portare beneficio alla sua indole problematica? E soprattutto, ne vale la pena?

IL PENSIERO DEI TIFOSI – Sondando gli umori dei tifosi, la maggior parte di questi ultimi ritiene sia meglio non correre il rischio, preferendogli altri nomi (si è ipotizzata, ultimamente, la pista Huntelaar). C’è però chi invece sostiene che l’ingaggio di Balotelli favorirebbe la Lazio, non solo per l’apporto di innegabili doti tecniche quanto piuttosto per un rinnovato interesse mediatico: con il suo arrivo si accenderebbero i riflettori su una squadra troppo spesso maltrattata dai mezzi di comunicazione e relegata al ruolo di comprimaria. Se da una parte si teme che l’arrivo di SuperMario possa causare malumori tra i suoi compagni di squadra ed essere motivo di un peggioramento delle prestazioni, dall’altra si è entusiasticamente, e probabilmente anche ottimisticamente, convinti che l’ambiente Lazio sarebbe in grado di gestirlo e di sfruttarne al meglio le potenzialità, garantendosi quei goal e quelle giocate che renderebbero i biancocelesti assoluti protagonisti della prossima stagione. E c’è anche chi già sogna un’esultanza al derby. Un sogno, appunto. Almeno per il momento.

Arianna Michettoni

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