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Rocco e Moana, leggende dello sport

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Moana Pozzi

Fateci caso. Uno dei segni più evidenti e inequivocabili dello svacco che è intorno a noi – e che contraddistingue un po’ tutto il mondo occidentale – è la perdita del “senso”. Non di quello della vita, naturalmente, argomento mai risolto e che lasciamo volentieri a filosofi e predicatori più o meno ispirati, ma di quello delle parole.

UN PO’ DI PRELIMINARI…Settimanale di attualità, politica e cultura si leggeva scritto in piccolo sotto il titolo dei primi giornaletti porno pubblicati in Italia. Roba di quarant’anni fa, e a ripensarci adesso viene quasi tenerezza, ma se pensiamo a cosa è successo nel frattempo (attualità, politica e cultura ridotte a sinonimo di bollino rosso o quasi) l’inquietudine ci assale. Prendete la cultura, ad esempio. Ecco una parola di cui abbiamo perso completamente il senso, una parola che abbiamo massacrato come vandali di noi stessi senza pensare alle inevitabili conseguenze. Scarabocchi multicolori che impestano i muri delle città? Cultura writing. “Valori” delle curve? Cultura ultrà.

Rocco Siffredi

Rocco Siffredi

…E ANDIAMO AL SODO – Per non parlare dello sport. Ormai ci siamo degradati – sì, questa è la parola giusta – a considerare “sportive” le attività più disparate, anche quelle distanti anni-luce da qualsiasi prestazione di natura fisica (gli scacchi, tanto per dirne una) o da un’etica degna di una vera cultura (vedi Palio e dintorni). Persino ammazzarsi di videogiochi è stato elevato al rango di sport – esiste persino un’Electronic Sports League – e allora…perché no? Perché non dare a Rocco quel che è di Rocco e a Moana quel che è di Moana?

SVACCO PER SVACCO… – Loro sì che sono due atleti, diciamolo chiaro e tondo. Volete vedere di cosa è capace il corpo umano quando è in pieno accordo con la mente? Volete provare autentiche emozioni sportive? Rocco e Moana tutta la vita! E poi pensate alla loro disciplina: in essa ritroviamo l’etica del sudore, l’irrefrenabile desiderio di andare sempre oltre i propri limiti e fair play a piene mani. Cosa volete di più? Non solo. Come tutti i veri sport, anche il dolce bum-bum comprende innumerevoli specialità (dalle prove di endurance a quelle campestri, ad esempio), ed è quindi venuto il momento di collocarlo là dove merita. Questione di coerenza, innanzitutto, e di giustizia, ma anche di gloria, medaglie e tanti bei soldoni.

Ma ci pensate? Altro che Federer, altro che Messi! Rocco Siffredi e Moana Pozzi, questo sì che è l’Olimpo dello sport. E pure il Nirvana.

Enrico Steidler

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